Al via la fase di “autoanalisi” degli odori in zona Siot

SAN DORLIGO DELLA VALLE. Sarà una scheda, distribuita a tutti i residenti coinvolti dal problema, chiamati a riempirla con una serie di dati, il primo passo verso la soluzione dell’annosa questione...
Di Ugo Salvini

SAN DORLIGO DELLA VALLE. Sarà una scheda, distribuita a tutti i residenti coinvolti dal problema, chiamati a riempirla con una serie di dati, il primo passo verso la soluzione dell’annosa questione relativa alle cosiddette “molestie olfattive” nel territorio comunale di San Dorligo della Valle. Com’è noto, da anni, decine di cittadini lamentano il diffondersi di emissioni che provengono dagli insediamenti industriali storicamente situati nella parte pianeggiante del Comune, in primis la Siot.

«La seconda Commissione del Comune che presiedo e che si occupa di ambiente - spiega il consigliere Roberto Potocco - fin dal suo insediamento ha ritenuto di trattare, quale argomento di assoluta priorità, questa emergenza. L’obiettivo è di portare a una soluzione definitiva il grave e irrisolto problema di tali emissioni. A tale scopo, già alcuni mesi fa abbiamo invitato, per un sopralluogo, un’azienda specializzata - prosegue - che attualmente si sta occupando della problematica Ilva a Taranto ed è emerso che il primo passo è un attento e formale rilevamento effettuato dai cittadini. Abbiamo perciò creato una scheda di rilevazione che i cittadini completeranno, indicando data, ora e intensità dei fenomeni. Queste rilevazioni - continua Potocco - saranno oggetto di un primo consuntivo a giugno, e rappresenteranno un campione statistico per mezzo del quale potremo intraprendere un colloquio costruttivo quanto risolutivo con le imprese presenti sul territorio che dovessero risultare origine del problema. Sarà in quel momento che lo studio dei dati raccolti potrà indicarci i siti più adeguati dove eventualmente installare una rete di “nasi elettronici”. Tale costosa quanto necessaria attività - conclude il consigliere di maggioranza - potrebbe essere affidata in collaborazione con gli organismi istituzionali preposti, come l’Arpa, o richiesta in affitto a un’azienda specializzata del settore, che dovrà includere anche l’appoggio di personale specializzato nell’effettuare prelievi e analisi dei campioni».

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