Albergo impiegati per l’archivio Ccm adesso il Comune aspetta il via libera

Formalizzata l’offerta del piano terra dell’immobile che potrebbe anche ospitare la sede di Isontina Ambiente
Tiziana Carpinelli



Prima di trasformarsi in un elegante complesso, con stucchi e rifiniture cesellate, l’ex albergo impiegati finiva sulle pagine della cronaca per l’inarrestabile declino. Ora invece il restaurato immobile di via Cosulich rimbalza su queste colonne soprattutto come possibile contenitore di nuove proposte in città, pardòn insediamenti. L’amministrazione, socio fondatore del Consorzio culturale del Monfalconese con rilevante quota di partecipazione (44%) e impegno annuale sul bilancio a cinque zeri (104.000 euro), spinge affinché una parte dell’ampio complesso ospiti il nuovo Centro di gestione bibliotecaria e di conservazione del patrimonio storico, artistico e documentario dello stesso Ccm.

Infatti si è accorta, solo di recente, che «incredibilmente, le sedi del consorzio non sono collocate in città», pur costituendo Monfalcone «il punto nevralgico della storia raccolta». Per questo ha infiocchettato e depositato ieri, a ridosso di scadenza (appunto il 21 aprile), la sua proposta. Legandola all’ex albergo impiegati e, in un ideale fil rouge di svelamento dell’archeologia industriale, ai vicini Museo della cantieristica e Villaggio operaio di Panzano. Se l’ipotesi andrà in porto – c’è anche un’altra opzione in ballo, promossa dal Consorzio di bonifica, nel bando di manifestazione d’interesse pubblicato il 22 marzo dal Ccm con scadenza 30 giorni – lo si scoprirà nei prossimi giorni. Decideranno gli enti soci, in assise.

Ma non più tardi dell’ultima assemblea di Isontina Ambiente, il vicesindaco Paolo Venni ha proposto gli spazi di via Bologna (altro ingresso dell’ex albergo impiegati) che in meno di tre mesi saranno abbandonati dal Csem per il trasloco in via Duca d’Aosta – una rentrée – alla multiutility. La realtà sta sondando infatti la possibilità di un nuovo quartier generale. La civica Annamaria Furfaro, all’opposizione, ci ha ricamato su: un immobile per tutte le stagioni. In realtà è un dato di fatto che l’amministrazione monitori attentamente l’area, oggetto, sotto l’ex giunta Pizzolitto, di project financing legato al recupero del complesso. Anna Cisint, sindaco, segue la partita, su cui aveva più di un rilievo da sollevare, tra cui il prolungamento della concessione di 13 anni, fino al 2049, dai tempi dell’opposizione. Non mette in dubbio la bontà dell’operazione, come per le Terme, però, gli «errori sono stati politici e valutativi», poiché si è basato il Piano economico finanziario del project financing su «premesse incerte», come l’inserimento nell’immobile da parte della Regione della scuola d’alta formazione della PA. «E non è mai avvenuto», dice.

Complesso, il restauro dell’ex albergo impiegati. Che ha coinvolto molti soggetti, è durato 8 anni e ha richiesto un investimento tra capitale pubblico e privato di 15 milioni. Ora, negli spazi liberi, l’ente ben ci vedrebbe l’archivio del Ccm. E ha presentato una proposta di massima, per una quadro di 1,4 milioni. Ha individuato allo scopo parte del piano terra, al seminterrato sinistro e destro, con accesso al park riservato. Per 1.098 m² netti calpestabili. Nella stima della capacità di stoccaggio del materiale librario nei locali proposti, gli uffici hanno stabilito che gli arredi «consentono di porre 503 armadi con 6 livelli di palchetti per 3.018 metri lineari di scaffali, che possono arrivare a 533 e 3.198 m nell’ipotesi di posizionare nella sala colonne destra solo armadi a scaffali». Capienza «massima» compatibile con i solai e, soprattutto, per 1,4 milioni. Tra i 29 punti del bando si postulano però spazi per 4.300 m di scaffali. Obiettivo alla portata di via Cosulich (gli spazi ci sono), ma solo con un piano di 1,8 milioni, stando al Comune. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo