Alberi a rischio crollo nel parco incolto di villa San Carlo

Transennata da ieri mattina una zona a ridosso dell’edificio ex Selveg  ormai abbandonato da anni e di proprietà di una società privata
Bonaventura Monfalcone-23.07.2020 Transenne-Villa San Carlo-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-23.07.2020 Transenne-Villa San Carlo-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

Luca Perrino / RONCHI

Potrebbe, se tutto andasse per il verso giusto, passare in mani pubbliche. Questa l’idea dell’amministrazione comunale e del Consorzio culturale, i quali pensano ad un futuro diverso anche per l’area esterna. Ma nel frattempo villa San Carlo, a Ronchi dei Legionari, oggi di proprietà di una società privata, mostra tutti i segni del tempo e della scarsa manutenzione. Tanto che ieri mattina gli operai comunali sono dovuti intervenire per transennare una delle zone circostanti la villa a causa delle pessime condizioni degli alberi che hanno ormai aggredito l’immobile e che potrebbero da un momento all’altro rovinare al suolo. Reso off limits uno dei vialetti che conducono all’auditorium, ora si provvederà al taglio delle piante, operazione che spetta ai proprietari della villa. La speranza è che si faccia presto e che, magari, molto presto si possa arrivare a quell’obiettivo del quale il sindaco, Livio Vecchiet, ha parlato con il presidente della giunta, Massimiliano Fedriga e con il consigliere regionale, Antonio Calligaris. Sarebbe un buon colpo anche per completare il polo culturale cittadino e dar spazio alle attività ed ai settori di competenza del Ccm. Un piano di azione esiste già, così come esiste anche un primo contributo regionale.

Villa San Carlo o villa Carlo fu costruita, nel 1835, dal conte Armando de Morè Pontgibaud che, assieme al fratello Alberto Francesco, dopo aver aperto a Trieste una ditta commerciale con il falso nome di Giuseppe Labrosse, acquistò, nel 1806, dagli eredi del suo amico, conte Antonio de Cassis Faraone, un’immensa tenuta nel rione di Santa Croce ma anche case e terreni a Vermegliano. I conti, diventati ancora più ricchi, avevano messo al sicuro il loro patrimonio artistico che si era arricchito con acquisti a Trieste, Padova e Venezia. Villa San Carlo sorse accanto a villa Vicentini Miniussi ed i quadri furono sistemati in un’ala della stessa che univa il corpo principale ad una serie di costruzioni che si affacciavano sulla piazza. In questa dimora, impreziosita dallo stemma del casato e da una statuetta rappresentante un bambino intento a far pipì, abitarono poi per molti anni gli amministratori Tamburlini, la quale la ribattezzarono “Villa Emma”. Nel 1912 la proprietà passa al conte Gino Prandi e da egli a Gustavo e Silvio Olivetti, che, siano nel 1921, la vendono a Luigi Perozzi che, nemmeno un mese dopo, lo rivendette alla Selveg, le Officine elettrice dell’Isonzo. Dal 1964 il passaggio ad Enel che qui sistemò uffici e rimesse, proprio in quell’ala che è stata acquistata dall’amministrazione comunale e trasformata nell’auditorium. —

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