Alina, è l’ora della verità per i poliziotti alla sbarra
La sentenza sul caso di Alina Bonar Diaciuk, la 32enne ucraina che nell’aprile del 2012 si è suicidata in una camera di sicurezza del commissariato di Opicina, dovrebbe arrivare oggi. L’indagine, coordinata dal pm Massimo De Bortoli, è allargata però anche alle decine di stranieri in attesa di espulsione tenuti nella struttura analogamente ad Alina. Secondo l’accusa i migranti sarebbero stati trattenuti irregolarmente: si tratterebbe di sequestri di persona. Sono ben 175 i nomi degli stranieri che compaiono nelle pagine del fascicolo. Nell’inchiesta della Procura sono state coinvolte 9 persone, tra poliziotti e funzionari dell’Ufficio immigrazione. Per 7 di questi, dirigenti compresi, De Bortoli ha domandato l’incarcerazione. Le richieste di condanna sono state formulate dal pm lo scorso febbraio nel corso di un’udienza (il processo è in rito abbreviato) davanti al giudice Giorgio Nicoli. Le norme in materia affermano in effetti che «il cittadino straniero destinatario di un provvedimento di espulsione deve, in attesa del perfezionamento dell'iter amministrativo, essere condotto in un Centro di identificazione ed espulsione (Cie, ndr). Ogni altro posto ove il cittadino straniero venisse condotto sarebbe illegittimo». Ma stando a quanto emerso durante le ultime udienze, le direttive sulla gestione dei profughi in uso nel commissariato erano condivise a livello istituzionale.
L’avvocato Paolo Pacileo, che tutela un ex responsabile dell'Ufficio stranieri della Questura, aveva affermato che i funzionari e gli agenti di polizia «non facevano altro che applicare una prassi della Questura, nota alla Procura e condivisa nei Comitati per la sicurezza». ln caso di condanna, il legale aveva chiesto al giudice Nicoli che siano trasmessi gli atti alla Procura per procedere contro tutti i soggetti coinvolti nella procedura. Due agenti dovranno rispondere anche di omicidio colposo per la morte della giovane ucraina. Quattro stranieri sui 175 casi accertati si sono invece costituiti parte civile: attendono il risarcimento per detenzione abusiva.
(g.s.)
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