Alla Cartiera 153 licenziati Giovedì scatta lo sciopero

Rsu sul piede di guerra dopo lo stop alla linea 2 dello stabilimento deciso dall’azienda Venerdì in programma il tavolo di crisi convocato dall’assessore regionale Bolzonello
Di Riccardo Tosques

«Il mercato è profondamente cambiato, ma senza la linea 2 verrà chiuso tutto lo stabilimento e questo la Rsu non lo permetterà: Duino non si tocca». Un autunno caldo quello che sta investendo la Cartiera Burgo di San Giovanni di Duino. Ieri la rappresentanza sindacale unitaria, con un documento firmato dalle tre sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, ha sentenziato l’apertura di una lotta serrata con la proprietà dopo la conferma del licenziamento in blocco di 153 lavoratori su 372. «Chiusura della linea 2 dello stabilimento e conseguente licenziamento di 153 maestranze». È stata questa la glaciale comunicazione fornita alle rappresentanze sindacali dalla Direzione aziendale. Un pugno giunto diritto allo stomaco di oltre 150 famiglie, residenti perlopiù tra il Monfalconese e il Carso triestino, che dall’oggi al domani stanno per trovarsi senza lavoro. Ieri la proprietà ha dato la comunicazione ufficiale di avvio della procedura di “licenziamento collettivo per riduzione del personale”. Una notizia che era già trapelata ufficialmente giovedì mattina, ma che da diverse settimane stava allarmando gli operai. Ora vi sarà un esame congiunto tra le parti in causa al quale faranno seguito 45 giorni per trovare un accordo. Fondamentale la presa di posizione da parte della politica, soprattutto della Regione. Non appena arrivata la notizia la presa di posizione dei sindacati è stata, come facilmente intuibile, durissima. «La comunicazione della proprietà della Cartiera è irricevibile perché da quasi un anno si chiede inutilmente, dopo lo sciopero generale (nel novembre 2014, ndr), allo storico Gruppo cartario, attraverso un incontro al Mise (Ministero dello Sviluppo economico), la chiarezza di un piano industriale a tutti gli stabilimenti, utile a pianificare il futuro di tutti, il futuro dell’azienda e dei lavoratori», spiegano la Rsu composta da Mauro Benvenuto, Andrea Pulitanò e Alessandro Matteacci per la Fistel Cisl, Simone Cumin e Fabio Candotto per Slc Cgil e Luca Mian per Uilcom Uil.

Non solo. Le potenzialità dello stabilimento, «ubicato in un luogo logisticamente attrezzato tra i più importanti d’Europa, strategico e ricco di professionalità, non può essere disperso in nome delle banche, che al di là delle logiche speculative, altro non sono in grado di comprendere». Alla presunta crisi le organizzazioni sindacali replicano seccamente che «negli ultimi mesi l’azienda ha lavorato a pieno ritmo, linea 2 compresa, con organici ridottissimi e con sacrifici enormi dei lavoratori», evidenziando poi che la politica aziendale adottata negli ultimi anni è stata quella di «sfogliare il carciofo, distribuire le pene, infliggendo ai singoli stabilimenti cure da “cavallo”, ricche di tagli di personale e agli emolumenti conquistati dalle maestranze in anni di trattative. Riteniamo che in un Gruppo sia pur indebitato, una delle poche cartiere non monolinea sia un’opportunità per l’abbattimento dei costi fissi». Risulta a questo punto «indispensabile» l’intervento della politica regionale, «nella sua massima rappresentanza, che sino ad oggi ha seguito di passo in passo le vicende aziendali, che prosegua nella sua diplomatica attività di soluzione a questo gravissimo declino della nostra situazione aziendale». Chiamata in causa, la giunta Serracchiani ha fatto sapere tramite il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, che ieri «è stato convocato il tavolo di crisi per venerdì 13 con tutte le parti interessate». Intanto però Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil preannunciano che oltre a respingere la decisione aziendale è stata già proclamata una giornata di sciopero generale dell’intero stabilimento per giovedì 12 novembre, con un’assemblea aperta a tutti i lavoratori.

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