All’ex scuola Pitteri le sbarre rispetteranno l’aspetto storico

Marco Bisiach

Cambierà totalmente la sua funzione e inizierà così una “nuova vita” dopo tanti anni di oblio. Ma l’ex scuola Pitteri di via Cappuccini, pronta a passare dalla proprietà del Comune a quella del Ministero di Grazia e Giustizia per diventare parte integrante del futuro “carcere modello” di Gorizia, non cambierà – non potrà farlo – il suo aspetto, dalla strutturazione complessiva alle caratteristiche architettoniche, fino a fregi e finiture. Intendiamoci, questo non vuol dire che le condizioni dello storico edificio resteranno quelle di oggi, ovviamente, ma semplicemente che i lavori di recupero e ristrutturazione dell’immobile dovranno rispettare precisi criteri di conservazione dell’esistente.

Il dettaglio (che poi un dettaglio in fondo non è) viene esplicitato a chiare lettere nella bozza di contratto ormai pronta ad essere sottoscritta da Comune e Ministero, dove si trovano tutti gli elementi dell’accordo. Dal prezzo di vendita (490 mila euro) alla somma a disposizione di Roma per “rifunzionalizzazione del compendio), ovvero 4 milioni e mezzo di euro. Ma nel documento si specifica anche che il Comune di Gorizia, ovvero il soggetto alienante, dichiara che l’immobile di via Cappuccini “è stato riconosciuto d’interesse culturale” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ministero che ha concesso a maggio 2019 il nulla osta per l’alienazione, prescrivendo però che «non dovranno essere realizzati interventi che vadano a modificare in maniera significativa l’impianto planimetrico originario, nonché intervento che vadano a depauperare le caratteristiche architettoniche degli immobili, con attenzione anche alla conservazione delle finiture originarie».

Ogni operazione sull’edificio sarà soggetta ad autorizzazione, ma la questione a quel punto riguarderà il Ministero della Giustizia, nuovo proprietario. Sarà lui a doversi far carico di rispettare queste prescrizioni. Così, insomma, sarà possibile dar vita ad un’operazione importantissima per la città e il territorio goriziano – regalando maggiori spazi al carcere, con locali per gli agenti di polizia penitenziaria ma anche laboratori e servizi, propri di una struttura penitenziaria moderna e innovativa -, ma al tempo stesso non si perderà l’identità di un edificio è che è parte della storia della città.

La “Scuola elementare maschile Riccardo Pitteri” (dicitura che si legge ancora sul fregio posto sulla facciata che dà su via Cappuccini) fu inaugurata nel 1909, quando Gorizia era ancora parte dell’Impero austroungarico, su progetto di Silvano Baresi. L’edificio vanta caratteristiche proprie della Secessione viennese, e la facciata principale è abbellita da decori floreali oggi in gran parte rovinati ma ancora visibili. Pesantemente danneggiata durante la Grande Guerra, la scuola fu restaurata nel 1919, tornando alla sua funzione originaria e ospitando generazioni di studenti goriziani. —

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