Alt alla vendita di cozze per le alghe biotossiche oltre i livelli di guardia



Nuovo allarme biotossine nelle acque del golfo. A lanciarlo gli esperti della Struttura complessa Igiene degli alimenti di origine animale dell’Azienda sanitaria che, proprio a causa della proliferazione di alghe con biotossine, da giovedì scorso ha determinato il blocco da Grignano al Villaggio del Pescatore della vendita di mitili, in gergo popolare pedoci. Con sanzioni fino a 30 mila euro per chi trasgredisce.

Sotto accusa in particolare è finita la biotossina algale liposolubile Dsp (Diarrethic shellfish poisoning) con un tenore rilevante di acido okadaico, che provoca nelle persone dissenteria. Come illustrato dal direttore dell’Istituto, Paolo Demarin, le analisi di laboratorio dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie ne hanno rilevato l’incremento oltre i limiti su campionamenti di mitili datati il 14 settembre, decretandone la «non conformità» ai sensi di leggi. In altri casi si è evidenziato invece un valore che, «seppur conforme» è «prossimo alla non conformità»; sicché in considerazione anche dell’«aumento di fitoplancton potenzialmente tossico nell’acqua» e dei pregressi esiti di analisi del 7 settembre, essendo altresì «necessario garantire il più alto livello di sicurezza delle produzioni» di mitili nel golfo triestino, il direttore della struttura complessa incastonata nel Dipartimento di prevenzione ha disposto con ordinanza «la chiusura e il divieto di raccolta dei molluschi bivalvi dalle zone di produzione 05 di Grignano, 07 dei Filtri e 11 del Villaggio del Pescatore, per non conformità alle norme sanitarie, e della 09 di Sistiana sulla base della valutazione del rischio per gli alti valori del fitoplancton potenzialmente tossico nell’acqua». Inoltre la «chiusura cautelativa» di 08 Canovella e 10 di Duino «sulla base della valutazione del rischio per la loro contiguità a zone non conformi». Ma già oggi è prevista una nuova campionatura e l’ordinanza potrebbe decadere, alla luce di un ripristino delle condizioni di idoneità biologica.

E oltre ai pedoci a passarsela male nel golfo sono anche i branzini. Nei giorni scorsi infatti è stata registrata la moria di alcuni quintali di esemplari allevati negli impianti a cavallo tra Duino Aurisina e Monfalcone di proprietà della Valle Ca’ Zuliani, una srl agricola con sede in via Timavo. Gli impianti, che contano decine di gabbie, sono da tempo tra l’altro nel mirino degli ambientalisti. —



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