Altri 50 migranti dal confine Cento rintracci in due giorni

Fermati in parte in via Caboto e in parte a San Dorligo Sommati a quelli di giovedì fanno il record degli ultimi mesi Avviati gli iter di identificazione



Sono proseguiti anche ieri, per la seconda giornata consecutiva, i rintracci, da parte delle forze dell’ordine, di massicci gruppi di immigrati nel dintorni di Trieste. Sono state ben 51 le persone individuate dal personale del Commissariato di San Sabba, della Polizia di Frontiera e dai militari dell’Arma dei Carabinieri. Gli immigrati sono stati fermati parte in via Caboto e parte a San Dorligo della Valle. Sommati ai 55 rintracciati nella mattinata di giovedì, il numero degli arrivi ha dunque superato quota cento nel breve arco di 48 ore. Un record assoluto per quanto riguarda gli ultimi mesi. I 51 fermati ieri sono stati divisi in tre gruppi e distribuiti, per le operazioni di identificazione e per verificare se esistono i presupposti per un immediato rinvio al Paese di provenienza, fra la caserma di Fernetti, gli uffici della Polizia del mare del Porto e la Questura centrale. Tutti i fermati, in gran parte provenienti dal Pakistan, hanno chiesto la protezione internazionale per poter essere trasferiti nei centri di accoglienza. Ancora una volta, il percorso preferito da coloro che vogliono raggiungere il territorio italiano per richiedere asilo è risultato essere quello che attraversa il territorio comunale di San Dorligo della Valle, punto finale della cosiddetta rotta balcanica, la principale via terrestre battuta negli ultimi mesi. Anche ieri il gruppo fermato in via Caboto è molto probabile sia arrivato in quel punto camminando da San Dorligo della Valle per dirigersi verso il centro della città. È da almeno un anno che l’amministrazione comunale di San Dorligo della Valle organizza, periodicamente, operazioni di pulizia dei sentieri e del sottobosco nelle aree vicine a Caresana e San Servolo, dove sono segnalati autentici depositi a cielo aperto di vestiti abbandonati, residui di cibo e bevande, confezioni di alimenti consumate solo parzialmente e documenti stracciati.

Tutte prove del fatto che gli immigrati, appena messo piede in Italia, abbandonano tutto ciò che può far risalire al Paese d’origine, in modo da poter rimanere in Italia. I residenti delle zone periferiche del Comune di San Dorligo della Valle sono intanto sempre più preoccupati. Gli immigrati passano infatti vicinissimi alle loro case e ai loro giardini.

Finora non è stato mai segnalato alcun episodio riconducibile a comportamenti illeciti, ma è evidente il disagio per una situazione di cui non si vede la conclusione, anche perché la stagione estiva è quella ideale per chi deve attraversare le colline che circondano san Dorligo della Valle. —



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