Amianto al Cotonificio Assolti i funzionari dell’Ass e del Comune

Tutti assolti. I tre funzionari dell’Azienda sanitaria e i due del Comune non hanno alcuna responsabilità nella mancata bonifica dall’amianto dell’ex Cotonificio Triestino. Lo ha sentenziato ieri mattina il tribunale in formato collegiale (presidente Trotta, a latere Marani e Russo).
I tre funzionari dell’Ass - Tina Zanin, Graziano Olivo e Gianluca Procino - erano imputati di falso mentre i due funzionari comunali - Clara Sgubin e Dario Jacobucci - dovevano rispondere di omissione d’atti d’ufficio.
È prevalsa la linea della difesa, sostenuta dagli avvocati Cattarini, Donolato e Lippi, che ha fatto emergere nel corso del processo come la bonifica era stata avviata e che non si era conclusa per motivi non riconducibili alle volontà dei cinque funzionari. Dunque, niente falso e omissione d’ufficio come invece sosteneva il pm Valentina Bossi che per i funzionari dell’Ass aveva chiesto una condanna a un anno e 4 mesi ciascuno e 8 mesi per quelli del Comune.
L’avvocato Cattarini, che ha difeso Procino, la Zanin e Olivo, dopo la lettura della sentenza ha espresso la sua soddisfazione per la decisione dei giudici: «Finisce una lunga vicenda processuale durante la quale i miei assistiti si sono professati sempre innocenti. Ora il tribunale ha dato loro piena ragione». L’inchiesta sull’amianto presente nell’ex Cotonificio di Piedimonte era partita da un esposto alla Procura della Repubblica presentato nel 2009 dal presidente del Consiglio di quartiere, Walter Bandelj. L’esposto faceva seguito a una serie di segnalazioni che già nel 2006 lo stesso Bandelj aveva inviato al Comune. Nel dossier il presidente del Circoscrizioni sosteneva che nell’area dell’ex Cotonificio ci fossero ben 15mila metri quadrati di eternit mai rimossi. In particolare l’amianto si trovava nei complessi prospicienti all’Isonzo.
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