Amianto, bonifica al via in un’aula della Saba «Tracce nel pavimento»



Si è discusso della spinosa questione dell’amianto l’altro giorno nella Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera pentastellata Cristina Bertoni. Nel corso del dibattito, al quale erano presenti sia il responsabile del Servizio prevenzione e protezione Livio Sivilotto che il direttore dell’area lavori pubblici Enrico Conte, è emerso che lo stesso Servizio di prevenzione comunale richiederà i finanziamenti regionali sia per le scuole comunali, in cui sono in corso d’opera o in programmazione lavori di bonifica da amianto, sia per l’Urban Center, nell’ambito di un nuovo appalto necessario a completare i lavori finora rimasti in sospeso.

Per quanto riguarda il tema delle bonifiche da amianto e dei procedimenti che il Comune deve seguire per accedere ai finanziamenti regionali previsti per questa attività di salvaguardia ambientale e sanitaria, Conte ha specificato come - dal 2013 al 2016 - siano stati eseguiti ben 150 interventi di verifica sulle strutture pubbliche, portando alla luce ben 50 edifici nei quali sono state trovate tracce di amianto, soprattutto nei pavimenti di alcune di esse. Una procedura di controllo e bonifica che, come ha sottolineato ripetutamente il responsabile dell’area lavori pubblici Conte, continua tutt’ora.

«È notizia di pochi giorni fa – spiega Conte – il rilevamento di tracce di amianto nel pavimento di un’aula della primaria Umberto Saba».

La stanza in questione è stata chiusa al pubblico e immediatamente interdetta sudisposizione della dirigente scolastica in attesa della bonifica che inizierà a breve e che dovrà giocoforza ultimarsi entro l’inizio del nuovo anno scolastico. «Nelle scuole c’è il problema del vinilamianto», così Conte: «Un collante molto utilizzato nell’urbanistica fino agli anni ’80 contenente fibre di amianto. Un materiale non dannoso di per sé, ma che lo diventa nel momento in cui si verifica uno squarcio o uno strappo sul pavimento. A quel punto l’inalazione può arrecare danni in chi la respira».—



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