Amici e tanti colleghi per salutare Saveria

In duomo i compagni della Protezione civile e della Cri «Professionalità, doti umane, grande rispetto delle istituzioni»
Palmanova 3 agosto 2019 funerale Agenzia Petrussi foto Turco Massimo
Palmanova 3 agosto 2019 funerale Agenzia Petrussi foto Turco Massimo

PALMANOVA. Si sono dati appuntamento in tanti nel Duomo di Palmanova ieri mattina per l’ultimo saluto a Saveria Sgro, dirigente che ha ricoperto diversi incarichi direzionali in Regione, scomparsa a soli 57 anni, a causa di una malattia contro la quale aveva combattuto negli ultimi anni. Lo stesso parroco, monsignor Angelo Del Zotto, ha rimarcato come una simile presenza non possa che testimoniare la gratitudine e la stima nei confronti di questa donna, nei confronti di ciò stata e di ciò che ha fatto. Con lui hanno concelebrato don Luigi Lanzilli e don Luciano Segatto, rispettivamente preside e insegnante di filosofia al liceo Bertoni, all’epoca in cui lo frequentava Saveria Sgro. Dopo la laurea in giurisprudenza, aveva iniziato la sua carriera lavorativa in seno alla Protezione Civile regionale per poi assumere, divenuta dirigente, incarichi presso diverse direzioni centrali in Regione, prima di rientrare in Protezione civile nel 2016.

E sono stati proprio i volontari e i dipendenti della Protezione civile, assieme a quelli della Croce rossa, ad accogliere la bara al suo arrivo in chiesa. Presenti i vertici della Protezione civile, del presente e del passato, diversi amministratori regionali, tantissimi colleghi. Il vicegovernatore Riccardi ne ha ricordato il profondo rispetto per le istituzioni «che – ha detto – ha sempre servito senza se e senza ma, prima e durante la malattia», il senso civico, la dedizione, il rigore, ma anche la mitezza dei modi e la capacità di fare squadra. Toccanti le testimonianze che, al termine della liturgia, sono state condivise con l’assemblea a indicare ciò che Saveria ha rappresentato per ciascuno nella sua vita personale e professionale. La coordinatrice infermieristica del Cro di Aviano si è soffermata sul suo sorriso sulla sua bontà e lealtà. I colleghi ne hanno descritto la professionalità, ma anche le doti umane, la volontà di cogliere quanto di positivo ogni persona era in grado di dare, l’orgoglio per il lavoro svolto e l’amore per la famiglia. Amici ed ex compagni di liceo si sono soffermati sul suo carattere e sulla sua capacità di unire (anche nella malattia) le persone. —

M.D.M.

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