Anche l’Ausonia nel Parco del mare
Previsto un «Sea lab» da 21mila metri quadrati. Nesladek: «Alcune strutture a Muggia»
Il Parco del mare si potrà estendere fino all’Ausonia. Ammodernato e valorizzato, lo storico stabilimento balneare si inserisce infatti al centro di un’area che potrebbe trasformarsi in «Sea lab», «laboratorio del mare» dove accanto ad attività di ricerca scientifica e tecnologica figurino caffè, ristoranti, sale conferenze e spazi pubblici dedicati al tempo libero e alla balneazione. È questo uno dei nuovi elementi che emergono nell’ambito del progetto del Parco, concepito come un sistema di attività diverse, e in diverse ubicazioni, ma tutte incardinate nel concetto del mare quale elemento-chiave del passato e del futuro della città.
Se dunque l’attrazione dell’Acquario, al posto dell’attuale mercato ortofrutticolo, con i suoi diecimila animali di 500 specie diverse (900mila visitatori l’anno, è la previsione) rappresenta il fulcro e il motore economico del progetto lanciato dalla Camera di commercio, tra gli «ulteriori sviluppi e possibili configurazioni» il programma redatto dal gruppo di progettazione guidato dal responsabile scientifico Giovanni Fraziano contempla anche il «Sea lab», spostandone comunque dopo il 2012 l’eventuale sviluppo: al termine cioè dei lavori che oltre all’Acquario prevedono in Campo Marzio attività commerciali, alberghi, parcheggi e il restauro del museo del mare. Il Sea lab può occupare una superficie totale di oltre 21 mila metri quadri, compresi diversi spazi inutilizzati dell’Ausonia.
L’ipotesi - spiega Maurizio Spoto, direttore della Riserva marina di Miramare e membro del comitato scientifico del progetto - è quella di farne uno spazio gestito «in modo consortile» dove tutti gli istituti scientifici che si occupano di mare possano avere una base operativa (compresi gli ormeggi delle imbarcazioni) per le proprie ricerche: base da mettere a disposizione anche di eventuali ricercatori stranieri, soprattutto dell’Europa centro-orientale. Non solo ricerca pura, comunque: al Sea lab ci si potrebbe occupare anche di controlli sulla qualità dell’acqua e sui prodotti ittici, in collegamento diretto con le realtà produttive; e di ricerche legate a motori marini a basso impatto, o a sistemi di controllo delle alghe tossiche. Il corpo centrale del laboratorio è previsto su quasi 4.800 metri quadri in direzione Molo Settimo, con alcune delle vecchie vasche esterne dell’Ausonia a disposizione per un totale di quasi 10 mila metri quadri.
Al centro dell’area 4.450 metri quadri destinati a spazi pubblici, mentre in direzione Lanterna sono previste sale conferenze e servizi per oltre 1.700 metri quadri, accanto a caffè e ristoranti per altri mille. È quest’ultima infatti, spiega Spoto parlando di una «piccola Area di ricerca» sull’acqua, la superficie pensata anche per ospitare «esposizioni di ricerche tecnologiche che possono creare una ricaduta sulle imprese triestine che si occupano di mare». Il Sea lab al momento resta un’idea progettuale sulla quale però ci sono stati contatti tra la cooperativa che gestisce l’Ausonia e il Dipartimento universitario di progettazione architettonica e urbana, conferma Fraziano che ne è direttore. Un’idea da sviluppare con finanziamenti privati, per i quali però ci potrebbe essere l’interesse da parte di investitori, soprattutto grazie al restauro dell’Ausonia. Fin qui le linee portanti del Sea Lab, mentre sono già definiti i contorni del complesso principale dell’area dell’ortofrutticolo.
L’Acquario - che dovrebbe essere il primo lotto a partire, sempre che lo spostamento del mercato nel nuovo sito delle Noghere, acquistato dal Comune, avvenga in tempi brevi - si estende per 10.500 metri quadri complessivi (su quattro livelli, di cui uno sotterraneo) nell’area rivolta verso la stazione ferroviaria con venti vasche tematiche, aree per la divulgazione didattica, negozi: il tutto per un costo (calcolando l’Iva) di quasi 53 milioni di euro. Il secondo lotto ha al centro il Museo del mare, di cui si prevede il riatto: tutt’intorno, altri 14 mila metri quadri di spazi pubblici e attività commerciali. Infine, il terzo lotto - su via di Campo Marzio - con 5.700 metri quadri di verde pubblico, duemila di attività commerciali, altri duemila dedicati a didattica e congressuale, alberghi per 9mila metri quadri. Intanto, a farsi avanti per prendere parte al progetto Parco del mare, dopo una serie di contatti informali, è il Comune di Muggia. «Chiediamo di poter partecipare - dice il sindaco Nerio Nesladek - concertando il da farsi con tutti gli enti interessati».
A Muggia, ribadisce Nesladek, l’amministrazione sta portando avanti un progetto di valorizzazione ambientale candidandosi a ospitare «strutture di eccellenza legate alla scienza dell’ambiente del mare, non certo in antitesi a quanto si fa a Trieste» e in un’ottica transfrontaliera: contatti sono già stati avviati con i Comuni costieri sloveni. «Noi per esempio - dice Nesladek - potremmo ospitare una parte delle strutture del Parco pensate direttamente sul mare, creando un collegamento vantaggioso per l’intero territorio». Positivi i commenti del sindaco Roberto Dipiazza («magari entrassero nel progetto tutti gli enti territoriali») e del presidente camerale Antonio Paoletti, che rileva i vantaggi dell’estensione del Parco a Muggia anche in termini turistici. Quanto alla bonifica delle Noghere, indispensabile per avviare la costruzione del nuovo mercato e la conseguente possibilità di riconversione di Campo Marzio, Nesladek dice dello «spirito di collaborazione» del Comune di Muggia nella prospettiva di entrare nel progetto Parco del mare. Mentre Dipiazza conferma che il Comune sta perfezionando l’iter per l’acquisto dell’area da bonificare.
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