Anche web e radio per comunicare la fede

Convegno dell’Azione cattolica sui nuovi mezzi mediatici. L’esperienza di due parrocchie

MOSSA. Anche l’Azione cattolica si confronta con il nuovo mondo delle tecnologie mediatiche per cercare nuove scelte della comunicazione nell’anno della fede.

Lo ha fatto in un incontro svoltasi a Mossa, che ha visto la presenza di una sessantina di soci e dirigenti delle associazioni parrocchiali della diocesi. Nel corso della giornata-+ è emerso un forte impegno di testimonianza ma anche la ricerca di utilizzare i mezzi che la moderna trasformazione tecnologica e mediatica mette a disposizione delle persone e delle comunità.

Sono state presentate due moderne intuizioni pastorali che privilegiano la comunicazione: Radio presenza della parrocchia di Cervignano e il premiatissimo sito Web dell’unità pastorale di Cormons, cioè l’insieme delle comunità che ruotano attorno al centro comunale e pastorale della cittadina del Collio.

I responsabili di Radio presenza e del sito hanno offerto una panoramica diversa di come esplicitare la dimensione comunicativa della fede e della comunità cristiana utilizzando il mezzo della radio e la costruzione di un sito che ha come obiettivo anche quello di costruire legami e intrecciare comunicazioni, offrendo servizi e opzioni. Due esperienze collaudate e che registrano dati significativi; soprattutto invitano a ripensare le opportunità e le esperienza che, tramite la comunicazione, possono tenere unite le persone, offrire opzioni, sollecitare adesione e impegno partecipativo.

È toccato al direttore del settimanale di Pordenone, don Bruno Cescon, dare corpo alle motivazioni che la Chiesa con la teologia e la pastorale fonda l’impegno della comunicazione. Don Cescon ha concluso sottolineando che come i padri dei giornali cattolici nell’ottocento hanno anticipato la scelta della comunicazione su stampa, così gli uomini e donne di fede di oggi devono sviluppare insieme – giornali di ieri e mezzi di oggi- un dialogo e collaborazione attiva. Una scelta che privilegi in fondo la comunicazione: i giornali non sono destinati a chiudere il loro compito, ma a qualificarlo, stimolati dalle esigenze del nuovo modo di comunicare.

Riproduzione riservata © Il Piccolo