Ancora nessun progetto per Villa Haggiconsta Giorgi: «Servono fondi»
Villa Haggiconsta è, come villa Stavropulos e tanti altri edifici di proprietà del Comune, in attesa di una riqualificazione. Anche questo immobile ha fatto parte per un breve periodo della lista dei beni da alienare, per poi essere stralciato dall’elenco nel 2019 su richiesta anche di una petizione lanciata dall’Associazione per l’indipendenza, l’assistenza e la sicurezza delle persone con disabilità (Aias), ospite dell’immobile fino al 2008 assieme al Cem (Centro di educazione motoria), frequentato da 24 persone con disabilità. Ed è proprio l’Aias che accende nuovamente i riflettori sul destino del bene. «Dal 2008 – scrive la presidente Claudia Marsilio – l’edificio centrale è vuoto, senza alcuna manutenzione. Siamo usciti confidando nella promessa di un rientro dopo alcuni lavori di manutenzione, fatta dai rappresentanti del Comune e della Regione. Purtroppo, non solo la promessa non è stata mantenuta, ma è stato tutto lasciato in completo abbandono. Aias ha presentato varie richieste di comodato e il progetto per un Polo culturale e di inclusione aperto alla città. Oggi – continua – siamo ancora in attesa e, nonostante le sollecitazioni, non sappiamo quali siano le intenzioni del Comune, attuale proprietario, né della Regione che, donando al Comune il comprensorio, aveva posto la condizione di un suo riutilizzo. Aias confida nella collaborazione delle istituzioni per riqualificare l’edificio centrale e sta curando il parco».
Richieste, queste, che l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi dice di conoscere bene, avendo avuto modo di confrontarsi con l’associazione, ma che non può accogliere per mancanza di fondi. «Ci vogliono circa 4 milioni per un progetto che preveda anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, che il Comune però non ha. Per questo avevamo inserito la villa nel piano alienazioni – spiega –. Con i soldi avremmo comprato un altro immobile da dedicare alla disabilità. Ma l’associazione ha detto no. Essendo bene pubblico, per metterlo a disposizione dell’associazione, servono un progetto e qualcuno pronto a investire: se l’associazione li trova, sono disposto a firmare una lettera d’intenti». —
B. M.
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