Ancora una fumata nera nessuna offerta per il Caneo

FOSSALON. Ancora una fumata nera dell’asta (l’undicesima della serie) svoltasi prima di Pasqua per l’osservatorio-foresteria del “Caneo” di Punta Sdobba, a Fossalon di Grado. Della vendita dell’edificio si occupa la Procura fallimentare del Tribunale di Udine e a questo punto non è ancora deciso se e quando ci sarà una nuova asta.
L’ultima era partita con un prezzo più basso della precedente e cioè con 490mila euro, 100mila euro in meno effettuata il 14 dicembre, quando il prezzo base era di 590mila euro. Purtroppo anche questa volta la vendita pubblica è andata deserta e non c’è stata nessuna offerta da parte di alcun acquirente. Curatrice fallimentare è la dottoressa Francesca Linda che si occupa di alienare la struttura. Un vero peccato perché man mano che passa il tempo diventa impellente il salvataggio dell’oasi, un patrimonio naturalistico rilevante di 54 ettari, prima che il degrado possa prendere il sopravvento e per evitare ulteriori atti di vandalismo, come quelli perpetrati a fine 2012, anche se adesso la zona è strettamente sorvegliata.
Grandi assenti per l’asta la Regione, perchè i pensieri sono rivolti all’elezione del 21 e 22 aprile del presidente e del consiglio regionale, la Provincia di Gorizia e anche il Comune di Grado, che continuano a non manifestare il massimo dell’interesse per l’acquisto della struttura, pur essendo considerati gli unici enti a dare garanzia per una fruizione pubblica consona all’area protetta.
Con l’acquisto da parte di un privato ovviamente ci sarebbe da mettere in conto l’osservanza delle norme per le aree naturalistiche. Il sindaco dell’Isola del Sole, Edoardo Maricchio, sarebbe ben lieto di aggiungere questa “perla” alle attrazioni turistiche già esistenti. «Per ora purtroppo non ci sono soldi – afferma Maricchio – inoltre alla mancanza di risorse si è aggiunto il rispetto del Patto di stabilità che non ci permette di programmare. Se la Regione ci darà la possibilità, ben volentieri potremmo acquisire questa struttura».
La Provincia di Gorizia sostiene che attualmente persiste una fase di stallo con la Regione. «Mancano gli interlocutori giusti – sostiene il presidente del Consiglio provinciale Gennaro Falanga – e forse tra un mese sapremo chi dovremo contattare. La porta per noi è ancora aperta e attendiamo la nuova giunta regionale per mettere in atto l’eventuale piano di acquisto, di recupero e di gestione. Assieme al presidente della giunta, Enrico Gherghetta, avevamo già ipotizzato un piano, poi il prezzo troppo alto e la crisi economica hanno fatto arenare al momento la questione. Ma siamo sempre disponibili».
L’oasi naturalistica, infatti, ha tutte le caratteristiche per avere una fruizione pubblica e forse è l’unica salvezza per un’area di pregio ambientale.
Il Caneo è dotato anche di una foresteria con dieci stanze e un ampio salone dell’osservatorio dotato di enormi vetrate. Da ricordare che la Regione aveva sostenuto la sua costruzione su un terreno privato grazie all’ausilio di fondi della Comunità europea, con un contributo di quasi due miliardi delle vecchie lire, cioè oggi un milione di euro. Il progetto nato nel 1996, venne realizzato attorno al 2000. L’impresa che divenne proprietaria del complesso successivamente era fallita.
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