Anna Cisint: Serracchiani mantenga le sue promesse

«E ora Serracchiani mantenga le promesse, se ne sarà capace». Lo chiede Anna Maria Cisint dopo la tornata elettorale in cui è rimasta esclusa, per un soffio, dall’elezione. «È come quando un figlio...

«E ora Serracchiani mantenga le promesse, se ne sarà capace». Lo chiede Anna Maria Cisint dopo la tornata elettorale in cui è rimasta esclusa, per un soffio, dall’elezione. «È come quando un figlio prende un brutto voto - afferma Cisint -: fingere che il problema non esista non paga. Tondo ha perso e Serracchiani diventa presidente della Regione con il 19% dei suffragi dell’intero corpo elettorale. Ciò significa che ben l’81% degli elettori non l’ha scelta e che, in un momento di crisi e con la spada di Damocle di un’altra manovra sulla testa, il 51% dei cittadini del Fvg non va a votare ma preferisce scendere in piazza. È per questo che oggi chi governa, anche se bene, non vince. Tondo ha perso al fotofinish probabilmente a causa di una combinazione di fattori “romani”, perché gli elettori di centrodestra sono i primi a disaffezionarsi e perché ormai non è più rimandabile un nuovo corso fatto di una politica competente vicina al cittadino. Tondo ha fortemente voluto la sua lista e su questo è stato premiato da 43mila voti (più dell’11%). Ora si guarda avanti e non c’è più tempo da perdere: da cittadina attenta mi chiedo, però, come Serracchiani potrà rispettare le promesse fatte. Proprio a Gorizia la neopresidente ha promesso il mantenimento dell’Ass e la difesa dei punti nascita di Monfalcone e Gorizia chiarendo che avrebbe azzerato la riforma Tondo. Ha detto che avrebbe abolito il ticket sanitario di 10 euro sulle ricette per le prestazioni diagnostiche e specialistiche con un costo per le nostre casse regionali di 25 milioni di euro; ha promesso di rivedere i criteri di assegnazione delle aree portuali a Monfalcone risolvendo il problema dei dragaggi. Siamo qui a sperare che realizzi questo e il molto altro che ha promesso. Una domanda però: non farà anche lei come alcune amministrazioni che, per pagare l’inefficienza delle scelte, incrementano la spesa pubblica e la pressione fiscale a carico di cittadini e imprese? ».

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