Annullati i primi accertamenti sull’imposta pubblicitaria

Sul caso delle vetrofanie si apre uno spiraglio. Il braccio di ferro tra gli operatori economici e la concessionaria incaricata della riscossione dell’Imposta comunale sulla pubblicità sembra aver portato a dei risultati. Dopo i sopralluoghi effettuati con i rappresentanti del Comune di Gorizia all’indomani delle proteste seguite agli avvisi di accertamento esecutivo, la Step srl ha rivisto le posizioni contestate e alcuni accertamenti sono stati così annullati come chiedevano i commercianti. Non tutti, però. A comunicarlo è stato ieri l’assessore al Bilancio e alle Società partecipate Dario Obizzi.
Quando sembrava che le posizioni dello scontro si stessero esacerbando per diventare inconciliabili, con Confcommercio che da una parte ha chiesto l’azzeramento di tutti gli avvisi di accertamento e il Comune che dall’altra ha risposto proponendo una dilazione dei pagamenti sui due anni ed eventuali ricorsi per chi riteneva di aver subito un torto e, sempre sul primo fronte, la successiva contro risposta di Confcommercio che, piccata, ha ribadito la necessità di annullare tutto per ricalcolare il dovuto e ha, comunque, presentato i primi ricorsi preparandosi ad istruirne degli altri, è arrivata l’apertura sperata.
«Ho parlato con i rappresentanti della concessionaria incaricata della riscossione dell’Icp - ha spiegato ieri mattina l’assessore Obizzi - e dalla Step mi hanno confermato che dopo le verifiche hanno annullato alcune posizioni. In altri casi, invece, verranno tolte le sanzioni». Obizzi tiene però a precisare che nella maggior parte dei casi i calcoli fatti dal funzionario sono stati corretti e che le somme richieste dovranno quindi essere pagate nella loro totalità; se però dovessero rimanere delle situazioni di incertezza, «la porta del Comune resta comunque aperta». «Il Comune - spiega infatti l’esponente della giunta Ziberna -, una volta fatte le segnalazioni, si è attivato e, dall’esito del contraddittorio si è verificato che, in effetti, in alcuni casi la sanzione non era dovuta e in altri il provvedimento andava annullato». Il passo indietro potrebbe essere il prologo della riapertura del dialogo dal momento che il presidente di Confcommercio Gianluca Madriz era stato categorico dicendo che non avrebbe accettato altra soluzione che l’azzeramento delle cartelle e il ricalcolo delle quote dovute. Sul banco degli imputati, infatti, erano finiti il metodo e la tempistica delle notifiche. A scanso d’equivoci su un punto sono stati sempre tutti d’accordo: se dovuta, l’imposta va pagata. Deve però essere equa.
Intanto, emerge che c’è stato chi ha presentato opposizione agli avvisi di accertamento esecutivo inviati dalla Step srl anche al di fuori del circuito di Confcommercio; e c’è stato anche chi, nel frattempo, a scanso d’equivoci, in vista degli accertamenti del prossimo anno è già corso ai ripari e ha deciso di rimuovere dalle vetrine quelle vetrofanie che si trovavano in una sorta di “zona d’ombra” tra legale e illegale, dove, cioé a seconda delle interpretazioni potevano essere considerate ornamento o pubblicità. —
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