Anziana morta di freddo Assolte le due infermiere

Il fatto non costituisce reato. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, il tribunale ha assolto con formula piena la cinquantenne Milka Zrnic e la trentasettenne Annamaria Fiorani. Sono le due...
Lasorte Trieste 28/12/12 - Ospedale di Cattinara, Rozzol Melara, Nebbia
Lasorte Trieste 28/12/12 - Ospedale di Cattinara, Rozzol Melara, Nebbia

Il fatto non costituisce reato. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, il tribunale ha assolto con formula piena la cinquantenne Milka Zrnic e la trentasettenne Annamaria Fiorani. Sono le due infermiere di Cattinara accusate di omicidio colposo per la morte dell’ottantaquattrenne Norina Gobbi.

L’episodio si era verificato il 23 settembre del 2014. L’anziana si era recata nella cappellina dell’ospedale e, nel tentativo di rientrare in reparto, aveva sbagliato porta (una antincendio con maniglione antipanico) trovandosi sul pianerottolo di una scala esterna. La porta, che dà accesso a un punto di fuga in caso di emergenze, non si poteva aprire da fuori e non era provvista nemmeno di un sistema di allarme. L’ottantaquattrenne aveva trascorso l’intera notte all’aperto, sotto la pioggia e le sferzate della bora. Era in ciabatte e vestaglia. Ma soprattutto era in precarie condizioni di salute. È morta di freddo: quella sera, proprio a causa del maltempo, la temperatura si era abbassata di molto. La donna probabilmente avrà urlato cercando disperatamente aiuto. Ma nessuno l’ha sentita. Il cadavere è stato rinvenuto il mattino successivo, sembra casualmente, dopo un’intera notte di ricerche.

«Ipotermia acuta in un vero e proprio letale assideramento», aveva scritto il medico legale Fulvio Costantinides. Zrnic e Fiorani, in servizio nelle corsie della clinica dove Norina Gobbi era ricoverata, erano state inquisite. Le due infermiere (difese dagli avvocati Piero Fornasaro e Daniela Lizzi) secondo l’accusa non avrebbero prestato la dovuta attenzione all’anziana paziente. Ma i due legali sono riusciti a dimostrare la loro innocenza. Non è stato facile: in prima battuta Zrnic e Fiorani erano state prosciolte dal gip Laura Barresi in udienza preliminare. Ma il pm Federico Frezza aveva impugnato la sentenza; la Corte di Cassazione, annullando il provvedimento di Barresi, aveva quindi rimandato il fascicolo a un altro giudice. Il rinvio a giudizio, disposto successivamente dal gip Luigi Dainotti, aveva dato inizio al dibattimento. Nel corso delle udienze sono stati sentiti svariati testi, tra cui colleghi, medici e responsabili del reparto. Per il giudice Marco Casavecchia non ci sono dubbi: le due infermiere non hanno avuto alcun ruolo nella morte dell’anziana signora. Anche perché l’ottantaquattrenne non aveva necessità di una vigilanza particolare, né tanto meno di una contenzione fisica o farmacologica, visto che non era ritenuta una paziente a rischio. D’altronde un ospedale è un luogo di cura e non di sequestro, quindi i degenti hanno libera circolazione. «Un processo che non si sarebbe nemmeno dovuto fare», commenta l’avvocato Fornasaro. Così la collega: «Le due infermiere – afferma l’avvocato Lizzi – non hanno avuto alcuna colpa». (g.s.)

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