Appello da 500 firme per il Bar Cattaruzza «Generali ci ripensi»

Un gruppo di cittadini chiede il dietrofront dopo la decisione della proprietà di palazzo Aedes di non riaprire più il locale
Lasorte Trieste 29/06/19 - Piazza Duca degli Abruzzi, Bar Cattaruzza
Lasorte Trieste 29/06/19 - Piazza Duca degli Abruzzi, Bar Cattaruzza



Ha già superato le 500 firme la petizione in difesa dello storico Bar Cattaruzza. In questo modo, un nutrito gruppo di cittadini sta cercando di stimolare Assicurazioni Generali affinché si arrivi a un ripensamento sul futuro del locale di piazza Duca degli Abruzzi. Come è noto, il gruppo del Leone, in un più ampio progetto di risanamento conservativo di palazzo Aedes, ha confermato l’intenzione di non riaprire più quel caffè.

Il locale era stato chiuso nel 2017 in concomitanza con l’inizio dei lavori. Avrebbe dovuto riprendere l’attività entro pochi mesi. Invece, Generali, proprietaria dell’intero palazzo, ha deciso diversamente, preferendo lavorare al progetto di una caffetteria sull’angolo opposto dell’edificio, quello che si affaccia sul Canale di Ponterosso. Il Bar Cattaruzza – che non godeva di alcun vincolo della Soprintendenza malgrado fosse stato insignito anche della targa oro dei locali storici – è stato completamente svuotato. Gli arredi sono conservati altrove. Da qui l’iniziativa della petizione online su change.org. «Si chiede a Generali – si legge nel testo – di salvaguardare una parte importante di Trieste, riprendendo, per quanto riguarda il Bar Cattaruzza, il progetto originale del palazzo Aedes. Per salvaguardare un locale storico non dovrebbero essere necessarie tutele legali, ma dovrebbero bastare il buon senso e l’amore per la città e per l’arte. Un locale simile conserverebbe l’aspetto originario del palazzo, aggiungendo valore artistico all’edificio». Nella petizione, promossa da Mauro Amelio, viene riconosciuto come le «Generali si siano sempre mostrate disponibili al sostegno e alla salvaguardia del patrimonio artistico della città», ed è per questi motivi che «sorprende amaramente questa decisione».

Un appello viene riservato anche a chi, con un vincolo, avrebbe potuto evitare questa chiusura. «Si chiede alla Soprintendenza ed al Mibact – aggiunge la petizione – di tutelare quei locali meritevoli di conservazione, e che si trovano tra i locali storici definiti dalla Regione, e al Comune ed alla Regione di fare pressione nei confronti di Soprintendenza e Mibact, per far tutelare dal punto di vista storico-artistico i locali in oggetto, e evitare che si possano ripetere situazioni come quelle del Bar Cattaruzza». —



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