Archivio digitale, Trieste al secondo posto

In Italia OpenstarTs dietro solo a Fiesole. Nei primi sette mesi del 2016 scaricati gratuitamente oltre 4 milioni di documenti
Di Giulia Basso

Per il quinto anno consecutivo OpenstarTs conferma la sua scalata nella classifica internazionale dei Web Repositories, stilata semestralmente dal Cybermetrics Lab, gruppo di ricerca del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC), principale ente pubblico di ricerca spagnolo. Il ranking, il cui scopo è promuovere e indirizzare le buone pratiche dell’accesso aperto alla conoscenza, esamina a livello internazionale quasi 2300 archivi digitali scientifici ad accesso aperto, e li organizza in una classifica in base a diversi parametri, combinando dati quantitativi a fattori di circolazione e impatto tratti dai principali motori di ricerca.

In questa classifica l'archivio digitale ad accesso aperto dell'Università di Trieste si conferma per il secondo anno consecutivo al secondo posto tra i 54 repository istituzionali censiti in Italia, preceduto dall'archivio Cadmus dell’European University Institute di Fiesole e seguito dagli archivi digitali delle università di Padova e di Pisa. Questa posizione nel ranking riflette la crescita costante e significativa delle visite e dei download da OpenstarTs e l’aumento delle archiviazioni.

Per quanto riguarda i download, l’archivio digitale dell’ateneo è infatti passato dai 2.871.800 download dei primi sette mesi del 2015 ai 4.378.765 dello stesso periodo del 2016. Discorso analogo per gli inserimenti di nuovi testi (principalmente pubblicazioni EUT, Edizioni Università di Trieste, e tesi di dottorato), passati da 519 a 956, sempre riferiti ai primi sette mesi dell’anno.

Per chiarire importanza, significato e utilizzo di un archivio digitale ad accesso aperto e spiegare i contenuti di OpenstarTs, la cui gestione e implementazione è curata dal settore Servizi per il trasferimento della conoscenza, abbiamo rivolto alcune domane a Mauro Rossi, responsabile di EUT, la casa editrice universitaria, che con i suoi testi rappresenta il 67% del materiale reperibile nell’archivio digitale di Ateneo.

Alla base di OpenstarTs c'è il concetto di accesso aperto. Di cosa si tratta?

L'Open access o accesso aperto è un movimento che designa una serie di pratiche e strategie sviluppatesi nel mondo accademico per consentire alla comunità dei ricercatori di riappropriarsi del controllo sulla comunicazione scientifica, offrendo libero accesso ai risultati della ricerca. Il principio base prevede che ogni cittadino, tramite il web, debba avere libero e gratuito accesso ai risultati della ricerca, ai dati e alla conoscenza finanziati con fondi pubblici. Gli archivi digitali istituzionali come OpenstarTs sono quindi uno strumento a disposizione di tutti, un’infrastruttura che raccoglie in un unico “deposito” digitale la produzione scientifica ed editoriale di un ateneo, altrimenti dispersa in una pluralità di pagine web. Dal punto di vista dell’editoria universitaria le scarse tirature a cui i budget vincolano la produzione e gli alti costi di distribuzione rischiano di influire pesantemente sull’impatto scientifico delle pubblicazioni e sulla valutazione della ricerca. In questi termini la diffusione via web della letteratura scientifica è una possibile risposta. Contrariamente a ciò che si può pensare, inoltre, l’accesso aperto contrasta il plagio scientifico, poiché lo rende più facilmente tracciabile e smascherabile. Il 27 e 28 ottobre, a Trieste, l'Associazione Italiana per la Scienza Aperta (Aisa) terrà un convegno su “La scienza aperta tra editoria e valutazione” in cui esperti italiani ed esteri si confronteranno sullo sviluppo e le ricadute del movimento Open access nell'ambito della comunicazione scientifica e delle pubblicazioni accademiche.

Quando è nato l'archivio e quali le sue caratteristiche?

OpenstarTs è un archivio digitale versatile, sviluppato a partire dal 2007, in cui sono raccolte tesi di dottorato, versioni elettroniche di testi già pubblicati a stampa, E-books e E-journals, testi didattici o quelli che vengono chiamati “learning objects”. Ogni contributo è archiviato singolarmente e corredato da metadati (riassunti sintetici, keyword, soggetti) che rendono la risorsa facilmente recuperabile in rete, sia partendo dalle directory settoriali e dai cataloghi bibliografici online che dai motori di ricerca generalisti. OpenstarTs ha una duplice funzione: di archivio, per conservare l’integrità dei documenti digitali, e di piattaforma di distribuzione, per rendere facilmente disponibili i propri contenuti agli utenti. Non solo è gratuito, ma per accedervi non è necessaria nessuna autenticazione o iscrizione, ed è completamente privo di inserzioni o banner. L’archivio genera poi automaticamente le statistiche di download di ogni singolo documento, aggregandole per periodo e provenienza geografica, rendendone evidente la diffusione.

Com'è composto attualmente?

Per il 67% dei suoi contenuti si tratta di pubblicazioni EUT. Per la parte restante sono tesi di dottorato, documenti di comunicazione istituzionale di ateneo e supporti alla didattica. Ospita i testi completi delle collezioni di venti riviste accademiche e di oltre 2700 tra libri, atti di convegno e miscellanee. Negli ultimi anni ha registrato un costante aumento dei download di file “full-text”, che nel 2015 hanno sfiorato i 5,5 milioni e che nel 2016 sembrano destinati ad aumentare ulteriormente del 25%.

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