Argentina-Cormons il viaggio di Isolina

CORMONS. «Que emocion, un sueño cumplido!». Sono state queste le parole di Isolina Piccech alla vista, per la prima volta nella sua vita, della casa in cui è nato e cresciuto suo padre, emigrato con la famiglia in Argentina all'età di 8 anni: a 91 anni, finalmente, Isolina ha infatti realizzato il proprio sogno di sempre, visitare il luogo in cui, in via Zorutti a Cormons, a fine Ottocento era venuto alla luce quel papà che lei non ha mai conosciuto, essendo mancato quando la piccola Isolina aveva appena quattro mesi. Una storia a lieto fine che ha quasi dell'incredibile, quella della signora argentina proveniente da Reconquista, cittadina della provincia di Santa Fè: due anni fa, per puro caso, la cormonese Paola Picech ha conosciuto su Facebook le nipoti di Isolina, scoprendo la lontana parentela che univa i Picech italiani a quelli argentini, ai quali la traversata atlantica di inizio Novecento ha aggiunto una "c". Da quei primi contatti su internet è nato un rapporto consolidato nel tempo: Paola, il marito ed il figlio sono stati così in Argentina tra aprile e maggio scorsi, ad abbracciare finalmente quel ramo della famiglia che pareva impossibile riuscire a ritrovare. E' in quell'occasione che Isolina, 91 anni ma una grinta ed una forma fisica che le daresti almeno 15 in meno, ha manifestato il proprio sogno: venire a Cormons a scoprire da dove partì il papà, che lei non ha mai potuto conoscere di persona ma che ha sempre amato attraverso i ricordi della mamma. «In famiglia non abbiamo mai parlato italiano o friulano, ma la mamma, che di cognome faceva Bujatti ed era originaria di Udine, ci ha sempre raccontato del forte legame e amore per la terra d'origine sua e del papà. Da allora ho sempre avuto il sogno nel cassetto di viaggiare in Italia per conoscere i luoghi dai quali partirono: per caso, un paio di anni fa, abbiamo allacciato i rapporti con Paola ed i suoi cari. E da quel momento ho desiderato tanto venire a Cormons: oggi il sogno si è realizzato».
Ieri è stata una delle giornate più intense della vita di Isolina: eravamo emozionati noi per lei a vederla entrare nella casa, mai restaurata e dunque rimasta ancora nelle condizioni di un secolo fa, nella quale ha visto la luce, camminato, giocato il papà per 8 anni prima di andare in Argentina e non tornare più. Figuriamoci quanto poteva esserlo lei: un sorriso l'ha accompagnata dal momento in cui ha messo piede nel cortile, conoscendo poi sia la cucina che la stalla dove i suoi antenati allevavano le mucche, mentre il piano superiore dello stabile diroccato dove c'erano le camere da letto, essendo pericolante, ha potuto vederlo solo dall'esterno. «Il papà è partito da qui con i suoi genitori ed altri tre fratelli nati a Cormons, poi in Argentina la famiglia si è allargata e sono nati altri due miei zii ed una mia zia. Sono l'unica tra i discendenti, adesso, ad aver rivisto questa casa e questa città, che immaginavo diversa: da noi i piccoli paesi non hanno nemmeno le strade asfaltate, qui da voi invece è tutto così ordinato, pulito e sicuro. Cormons e l'Italia sono bellissime». Isolina, che per più di 30 anni ha svolto la professione di insegnante, e il nipote Gabriel sono stati ricevuti e salutati anche dal sindaco Luciano Patat, e nei prossimi giorni visiteranno San Marino prima di tornare a Roma a prendere l'aereo di ritorno. «Prima di venire a Cormons abbiamo visto, oltre alla Capitale, anche Firenze e Pisa - racconta Gabriel - è stato un viaggio splendido». Che insegna come i sogni possano diventare realtà anche a 91 anni: basta non perdere mai la speranza.
Matteo Femia
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