Aria più respirabile nelle case di riposo di Trieste
Il progetto “Respiro Verde” prevede di installare depuratori in otto strutture. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione CRTrieste e CiviBank Sparkasse. La seconda fase porterà all’acquisto di piante capaci di assorbire CO2

Migliorare l’aria che ogni giorno respirano gli anziani nelle case di riposo di Trieste, riducendo l’inquinamento indoor e le sostanze nocive presenti negli ambienti chiusi. È questo lo scopo di “Respiro Verde”, il nuovo progetto di Trieste Solidale Odv che vuole rendere più sani e sicuri gli spazi interni delle strutture residenziali grazie all’unione tra tecnologia e natura.
Il progetto, presentato al Circolo della Stampa di corso Italia, nasce da un monitoraggio effettuato dai volontari dell’associazione in otto case di riposo della città. Le misurazioni hanno permesso di raccogliere dati sulla qualità dell’aria e di individuare le strutture che riceveranno i primi interventi. «Vogliamo sensibilizzare la collettività su un problema poco conosciuto: l’inquinamento indoor, studiato a partire dagli anni ’80 – spiega Fabio Avanzini, presidente di Trieste Solidale – con nemici invisibili quali CO2, sostanze chimiche rilasciate da detergenti, arredi vernici e polveri sottili da processi di combustione e contaminanti biologici o allergeni. Noi interverremo donando a otto case di riposo dei depuratori in grado di migliorare la qualità dell’aria, tenendo conto delle sostanze rilevate e delle esigenze di ogni struttura».
La prima fase prevede l’installazione di depuratori d’aria con filtri Hepa e carboni attivi, che aiutano a rendere più pulita l’aria degli ambienti chiusi. L’acquisto degli apparecchi è stato possibile grazie al contributo di Fondazione CRTrieste e CiviBank Gruppo Sparkasse, che hanno sostenuto l’avvio dell’iniziativa. Ma “Respiro Verde” punta anche sul ruolo della natura. Tra ottobre e novembre partirà una raccolta fondi per acquistare piante selezionate, capaci di assorbire anidride carbonica e migliorare la qualità dell’aria negli spazi interni. Le piante verranno collocate nelle case di riposo coinvolte, contribuendo sia al benessere ambientale sia alla qualità di vita degli ospiti. Per sostenere l’iniziativa, diversi negozi della città ospiteranno dei salvadanai solidali, donati da alcuni nipoti agli anziani delle strutture. I punti di raccolta saranno riconoscibili grazie a una campagna informativa con locandine e volantini.
«L’obiettivo – prosegue Avanzini – è diffondere la cultura dell’aria più salubre in tutti gli ambienti in cui una persona trascorre il 90% del suo tempo. Trieste Solidale Odv rivolge un appello alle istituzioni pubbliche ma anche ai privati affinché sostengano in modo concreto la diffusione di strumenti e interventi dedicati al miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti chiusi, in particolare nelle strutture che accolgono persone anziane e fragili. Auspichiamo inoltre che venga istituita una figura di educatore ambientale, già prevista in alcune linee guida, che possa sensibilizzare la popolazione sull’uso di strumenti e test per il monitoraggio della qualità dell’aria, capaci di indicare il livello di inquinamento presente in una casa e segnalarlo».
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