Arrestati rapinatori di banche in trasferta

Due persone sono state arrestate dalla polizia criminale di Nova Gorica e una terza è stata denunciata a piede libero dalla Squadra mobile della Questura di Gorizia al termine di una lunga e articolata indagine transfrontaliera che ha permesso di identificare i responsabili di due rapine a mano armata messe a segno in Slovenia da cittadini italiani provenienti dal Catanese.
La rapina
di Castel Dobra
Lo scorso 31 agosto due uomini a volto coperto, brandendo un taglierino, avevano assaltato la filiale della banca Nkbm di Castel Dobra/Dobrovo, nel Collio sloveno, minacciando in italiano le due impiegate e fuggendo poi con un bottino di oltre 35 mila euro. Nel corso delle indagini, i filmati avevano permesso agli investigatori sloveni di identificare due veicoli con targa italiana su cui gli autori della rapina e i complici erano fuggiti. Insieme alla questura di Gorizia è stato allertato anche il commissariato di Cividale. Una delle due auto, una Fiat Cinquecento, è risultata rubata qualche giorno prima a Cervignano e ritrovata due giorni dopo nel parcheggio del bosco di Plessiva a Cormons. Pochi giorni dopo è stata individuata anche la seconda vettura: una Panda noleggiata all’aeroporto di Venezia da una persona con precedenti per rapine in banca commesse con modalità analoghe a uno al colpo di Castel Dobra. L’attività investigativa ha quindi permesso di accertare che nella rapina erano coinvolte almeno quattro persone arrivate dalla Sicilia a bordo di una Mercedes Benz Gla e che avevano fissato la loro base operativa a Grado. Utilizzando macchine prese a noleggio in Italia, la banda per diversi giorni aveva tenuto d’occhio la filiale della banca, ma grazie all’esame dei lettori di targa e dei tabulati telefonici richiesti alla Procura della Repubblica di Gorizia, il personale della Squadra mobile isontina è riuscita a identificare un 43enne e un 27enne.
Il colpo
di Duttogliano
Il primo ottobre, una rapina analoga a quella di Castel Dobra è stata commessa ai danni della filiale della Deželna banka di Duttolgliano/Dutovlje, sul Carso sloveno. Due uomini, sempre a volto coperto, armati questa volta di pistola, avevano minacciato, sempre in italiano, l’impiegata dello sportello intimandole di consegnare loro il denaro e fuggendo con un bottino di circa 7 mila euro. La polizia di Capodistria aveva accertato che i ladri erano scappati a bordo di una Fiat Uno targata Trieste, risultata rubata a Santa Croce e poi abbandonata vicino al cimitero di Duttogliano. Gli agenti sloveni hanno chiesto ai colleghi della questura di Trieste di esaminare le telecamere di videosorveglianza della zona ed è stato così accertato che i rapinatori avevano utilizzato oltre alla Uno, anche una Jeep Renegade noleggiata da un 27enne italiano originario di Catania, uno dei sospetti della rapina di Castel Dobra. Non solo: è emerso che il fuoristrada era stato utilizzato anche da un 44enne, sempre catanese e sempre sospettato di aver partecipato alla rapina. Intanto la Mobile di Gorizia aveva scoperto che la banda aveva preso in affitto un alloggio a Udine.
La svolta
e l’arresto
La svolta però è arrivata il 5 ottobre quando gli agenti giuliani hanno segnalato ai colleghi sloveni la presenza della Jeep nella valle dell’Isonzo. Seguiti da Canale, il 27enne e il 44enne sono stati arrestati dalla polizia criminale di Nova Gorica a Salcano. Ulteriori indagini svolte dalla Squadra Mobile di Gorizia, in sinergia con la Direzione Criminale di Nova Gorica e coordinate dall’autorità giudiziaria di Gorizia, hanno infine permesso di individuare con certezza un terzo soggetto di Catania, pure lui gravato da precedenti specifici ed implicato nella rapina di Duttigliano, nonché svolgere con la collaborazione della Squadra Mobile di Catania le perquisizioni personali e locali nelle abitazioni di tutti i soggetti identificati. —
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