Arriva la nuova rete idrica per rifornire Pago e Arbe

ARBE. Finalmente non ci saranno più problemi legati all'approvvigionamento idrico in una vasta porzione dell'Adriatico settentrionale, un’area che comprende le isole di Arbe e Pago, così come il tratto costiero ai piedi della catena delle Alpi Bebie (Velebit). È stata infatti inaugurata la conduttura Stinica–Koromacina, lunga 16,7 chilometri, che fa parte dell'acquedotto denominato Litorale croato – segmento meridionale. La realizzazione del progetto ha richiesto un investimento di 60 milioni di kune, pari a 8 milioni e 115 mila euro.
Per le utenze delle due isole, della cittadina rivierasca di Carlopago (Karlobag) e dei suoi dintorni si tratta di una notizia rilevante perché con la nuova infrastruttura la portata d’acqua al secondo risulterà essere di 190 litri d'acqua, contro i 170 registrati in precedenza. La differenza sarà fondamentale per quest'area altoadriatica, dove l'industria turistica è molto sviluppata.
I black–out idrici e le limitazioni non erano affatto infrequenti durante l'alta stagione turistica, ossia nei mesi di luglio e agosto, quando decine di migliaia di vacanzieri si riversano a Pago, Arbe e nelle loro vicinanze: la carenza d’acqua rappresentava ovviamente un problema rilevante.
«Sono e siamo molto contenti di questa nuova infrastruttura – ha dichiarato il sindaco di Pago città, Ante Fabijanić – i quantitativi d'acqua aggiuntivi ci permetteranno di dormire sonni tranquilli nei prossimi anni, sapendo di non dovere più avere a che fare con problemi idrici».
L'azienda municipalizzata Litorale croato – segmento meridionale è stata fondata dai Comuni di Segna, Arbe, Pago, Novalja, Povljana, Karlobag e Loparo. Il direttore dell’azienda Milan Nekić ha sottolineato come la conduttura entrata ora in funzione sia solo la prima dei tre segmenti nei quali si suddivide il progetto. Una volta costruita, infatti la rete idrica avrà una lunghezza complessiva pari a 30 chilometri. «L'investimento non sarà di poco conto – ha annotato Nekić – perché ci vorranno 170 milioni di kune (circa 23 milioni di euro), con i lavori della seconda fase che dovrebbero cominciare l'anno prossimo».
A riallacciarsi a quanto asserito da Nekić è stato il direttore generale del Demanio idrico nazionale, Zoran Duroković: «Si tratta di un’opera di non facile attuazione, trattandosi di realizzarla su un terreno molto accidentato. Gli appaltatori, che si sono messi in moto nel maggio di tre anni fa, sono stati molto bravi e hanno portato a termine un'infrastruttura che risolverà gran parte dei problemi idrici in questa estesa zona dell'Adriatico».
Ai finanziamenti giunti da parte del Demanio idrico si è aggiunto il contributo dell’Unione europea, che ha messo a disposizione a fondo perduto la somma di 17 milioni di kune (2,3 milioni di euro), mentre il resto della cifra è stato stanziato dalla stessa municipalizzata e dai ministeri competenti croati. Adesso però «anche le municipalità devono fare la loro parte – ha concluso Duroković – investendo nella modernizzazione dell'acquedotto, per ridurre le perdire che attualmente toccano il 40%».
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