Asquini attacca Bullian: «Superficiale su A2A» Il Pd chiede commissioni

Sulla riconversione della centrale A2A si accendono le micce. Per un Massimo Asquini, capogruppo della Lega, che in risposta all’apertura verso l’idrogeno manifestata ieri dal sindaco turriachese Enrico Bullian parla, definendo il progetto «a scatola chiusa», di «pericoloso boomerang» c’è un gruppo consiliare del Pd, con in testa Fabio Delbello e Paolo Fogar, che invece invoca massima trasparenza, con la richiesta di convocazione delle commissioni consiliari e degli amministratori regionali per sviscerare il nodo.
«Affrontare temi così delicati, senza alcuna analisi oggettiva su base tecnica e scientifica, come fa il sindaco Bullian è il segno d’una superficialità d’analisi e valutazione che non è consentita a chi amministra la cosa pubblica e che si trasforma in un’azione di pessima disinformazione», attacca Asquini in una nota. «Basterebbe chiedere al primo cittadino di Turriaco quali assicurazioni intende dare alla popolazione del mandamento in merito a sicurezza, manipolazione e approvvigionamento dell’idrogeno e gas – arringa – e se rimarrebbe così entusiasta se il territorio che lui amministra si trovasse coinvolto ad esempio negli impianti necessari al trasporto del gas di alimentazione. Di quali studi geologici dispone e quali dati sulla produzione di Co2 o elementi sulla salvaguardia dell’occupazione, visto che si tratta di impianti che, una volta riconvertiti, rischiano d’impiegare solo qualche decina di addetti?». «La deriva politica di cui parla Bullian – ancora il leghista – è quella di chi pontifica dall’alto senza averne ruoli e competenze e senza l’umiltà di voler acquisire le conoscenze indispensabili per ogni scelta in un campo così complesso per la sicurezza e salute di tutti i cittadini del mandamento». Strada invece, sempre a detta di Asquini, «intrapresa dall’amministrazione monfalconese», con il ricorso a «esperti per avere la disponibilità di uno studio con tutti gli elementi di valutazione sulla riconversione e scelte alternative possibili».
Fin qui il centrodestra. Dall’area dem, invece, la pressante interrogazione al presidente consiliare Paolo Bearzi, nella sua funzione di coordinamento dei lavori dei presidenti di assisi, affinché Seconda e Quarta commissione si incontrino per esporre al Consiglio e ai cittadini «cosa bolle in pentola riguardo lo storico sito energetico». E di «agire autonomamente, senza cioè chiedere il permesso al sindaco e alla giunta, ma di limitarsi a preavvisarli, invitandoli alla riunione». «Se per Confindustria Alto Adriatico – affermano Delbello e Fogar – la riconversione di A2A prima a gas e poi a idrogeno è “una sfida da sostenere”, il Protocollo di intesa tra la Regione e Snam deliberato il 25 settembre scorso da quella giunta sembra prefigurare una precisa scelta di campo». Lo scopo conclamato è di «suggerire all’Unione europea l’individuazione del Fvg quale regione pilota per la sperimentazione del progetto Green deal europeo». «Se per favorire il passaggio alle rinnovabili fotovoltaiche l’Ue ha destinato 65 miliardi di sussidi in 15 anni – riflettono – per favorire il passaggio all’idrogeno servirà molto meno e i fondi europei della Next generation Eu, impropriamente detta in Italia Recovery fund, espressione che suggerisce finanziamenti a pioggia invece non ammessi, dovrebbero servire all’abbisogna». Ma «non serve una laurea in economia o scienze politiche per capire che la giunta regionale quanto meno ipotizza lo storico sito monfalconese come sede ideale per la sperimentazione». «Ora – concludono – dopo che già nei mesi scorsi tutti in città si sono pronunciati in modi ovviamente difformi, per conoscere le intenzioni della giunta e della maggioranza regionale la prassi è molto semplice: si invitano a una riunione congiunta della Seconda e Quarta commissione gli assessori regionali competenti». —
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