“Assaggi di Frontiere”, anche la cucina diventa protagonista del festival a Gorizia

Un laboratorio di dialogo europeo che si svolgerà da venerdì 2 a lunedì 5 ottobre dove non poteva mancare un viaggio tra leccornie e specialità della tradizione

Dal goulash con i canederli agli gnocchi di susine, dalla ljubianska ai biechi con i chiodini, dalle tartine al liptauer, senza dimenticare i kipfel, deliziosi dolci, rinomati vini del Collio, per finire con il Pelinkovac: ricette dall’anima friulana, slovena, austriaca, ma anche profondamente mitteleuropea, perché nessun’altra cucina come quella goriziana è così profondamente capace di raccontare l'incontro fra mondi diversi, abbracciando ed esaltando le differenze.

La cucina del territorio goriziano entra dunque da protagonista nel festival “Frontiere. Dove i mondi si incontrano”, promosso da Il Piccolo, Nord Est Multimedia, Editori Laterza, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia-Assessorato alla cultura, Io Sono Friuli Venezia Giulia e Il Piccolo, con il contributo di Cassa Rurale Fvg e GectGo e si avvale della collaborazione di Università degli Studi di Trieste; Università degli Studi di Udine, Università di Nova Gorica e Confcommercio Gorizia.

Un laboratorio di dialogo europeo che si svolgerà da venerdì 2 a lunedì 5 ottobre dove non poteva mancare un viaggio tra leccornie e specialità della tradizione. Alla rassegna “Assaggi di frontiere” hanno aderito con il coordinamento di Confcommercio Gorizia e la collaborazione del Comune 28 locali cittadini, che nella tre giorni sforneranno irresistibili pietanze, in un vero e proprio caleidoscopio di sapori, profumi e peculiarità.

Il carattere più autentico della cucina goriziana deriva senza dubbio dalla contaminazione: prendere una tradizione, incontrarne un'altra, accoglierla, reinterpretarla e trasformarla in qualcosa di nuovo. Quando questi piatti arrivano sulla tavola di Gorizia, non sono più semplicemente un pezzo d'Ungheria, d'Austria o di Slovenia, ma sono diventati anche Gorizia in quanto parte della memoria delle famiglie, delle abitudini quotidiane, delle trattorie e dei locali. Così la cucina diventa esperienza: perché assaggiare un piatto goriziano significa talvolta riconoscere un sapore che ci sembra familiare e, nello stesso momento, sentirci trasportare altrove. Questa è l'Europa della gente comune, delle famiglie, delle cucine di casa, delle ricette tramandate, delle persone che hanno attraversato confini molto prima che diventassero facili da attraversare.

È proprio questo patrimonio che il Festival Frontiere porterà sulle tavole dei locali goriziani: ogni attività proporrà una propria specialità, dando vita a un viaggio gastronomico attraverso le diverse anime della città. Inoltre spazio agli Aperitivi Frontiere, per vivere anche il momento più informale della giornata come un'occasione di incontro, convivialità e scoperta.

Perché alla fine è questo che fa la cucina: avvicina ciò che è lontano. Sedersi insieme, assaggiare, scoprire un sapore inatteso, riconoscere in un piatto qualcosa che viene da lontano e qualcosa che appartiene profondamente a questa terra: è così che la frontiera diventa incontro.

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