Asse Regione-Gradisca sulla ex Toti Bergamas
Cormons
«Non siamo solo la città del Cara: alla nuova amministrazione regionale abbiamo chiesto attenzione per gli obiettivi di sviluppo della città». Il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, definisce “proficuo” l’incontro di martedì con il presidente della regione Massimiliano Fedriga, in visita nella cittadina. «Nel governatore ho trovato la disponibilità a confrontarsi anche su altre tematiche e sui progetti nei quali abbiamo assoluto bisogno che la Regione ci stia vicina».
«Avremmo voluto che l’incontro avesse come argomento marginale il tema dell’immigrazione – spiega ancora Linda Tomasinsig – essendo Gradisca riconosciuta non solo per la presenza di un centro per migranti, ma anche perché snodo fondamentale tra destra e sinistra Isonzo e uno dei Borghi più Belli d’Italia. Nonostante le necessità contingenti legate alla apertura di un Cpr – fa sapere il sindaco della Fortezza – durante l’incontro è stato comunque possibile presentare al presidente Fedriga l’agenda dell’amministrazione per i prossimi mesi». Obiettivi che Fedriga ha condiviso con la giunta della Fortezza, in particolare riguardo la valorizzazione dei beni demaniali come l’area dell’ex caserma Toti Bergamas di via Papalina, per potervi realizzare una nuova scuola primaria e insediarvi la nuova sede della Compagnia e della Stazione dei Carabinieri. «Una soluzione già ipotizzata in passato – commenta il sindaco sul tema della base operativa dell’Arma – e che speriamo possa essere tenuta in considerazione, in quanto la sede attuale di via Zorutti è ormai vetusta e vede la Compagnia operare ormai in grande sofferenza».
Quanto al tema “caldo” del nascituro Centro per rimpatri (Cpr), Tomasinsig è risoluta: «Passano le amministrazioni regionali ma le nostre richieste rimangono le stesse: chiediamo l’impegno sulla chiusura del Cara, che abbiamo preso davanti alla cittadinanza e che la Regione ha già condiviso in passato. L’apertura di un Cpr, che non condividiamo, sia perlomeno contestuale alla chiusura dell’attuale struttura per richiedenti asilo, così come da accordi col governo precedente». Fra le “condizioni” poste da Gradisca, il trasferimento al Comune delle strutture oggi occupate dal Cara, e la garanzia che il numero di 100 posti previsto per il Cpr sia inteso come capienza massima. –
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