Assegnati 5 agenti penitenziari al carcere di via Barzellini

Primo passo in avanti per risolvere le carenze di organico della struttura Angiulli (Uspp): «Il personale però rimane insufficiente, servono altre unità»



Arriva finalmente una prima “iniezione” di personale per il carcere di via Barzellini. Dopo mesi e mesi di denunce, confronti, appelli e richieste pressanti, i sindacati di polizia penitenziaria hanno avuto risposta dalle istituzioni, ottenendo un parziale miglioramento della situazione con l’arrivo di cinque nuovi agenti che entreranno in servizio di qui alla fine dell’estate nella casa circondariale goriziana. Per i primi arrivi dovrebbero essere questione di giorni.

«A seguito delle nostre ripetute segnalazioni, già nella prima settimana di agosto entreranno in servizio quattro nuovi agenti di polizia penitenziaria – dice Leo Angiulli, segretario triveneto dell’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp) -. Due di questi arrivano direttamente dalla scuola, assegnati in prova e usciti dal 175° corso, mentre altri due provengono dalla mobilità del 2018, già agenti con una certa esperienza e in servizio che avevano presentato richiesta per poter venire a lavorare a Gorizia». Peraltro, a proposito delle assegnazioni di agenti usciti dal corso, sono previste integrazioni anche agli organici delle altre carceri regionali. Ma non basta. A Gorizia arriverà una quinta figura, ed è quella di un nuovo sovrintendente, che a sua volta si trasferirà nel capoluogo isontino dopo aver presentato lo scorso anno richiesta di mobilità, e che dovrebbe prendere servizio invece nel mese di settembre.

Un primo risultato tangibile, insomma, per la realtà carceraria goriziana che però resta in sofferenza, sempre in attesa di veder terminare i lavori che permetteranno di aprire l’ala oggi interessata dal cantiere e aumentare sensibilmente la capienza oggi ridotta a una trentina di detenuti. «L’arrivo di nuove cinque figure nell’organico del carcere di via Barzellini è senz’altro una novità importante, un primo passo in avanti che accogliamo con favore e che risponde finalmente alle tante sollecitazioni che abbiamo avanzato negli ultimi anni – dice ancora Leo Angiulli -. Ma come abbiamo avuto modo di dire anche nei confronti con i rappresentanti del Ministero questa integrazione non può certo essere considerata ancora la soluzione dei problemi della casa circondariale goriziana, dove, anche con i nuovi cinque agenti, il personale rimane insufficiente, con turni che restano di almeno 8 ore. La situazione, dunque, resta molto difficile. Speriamo che l’amministrazione dia il via libera all’arrivo di nuove unità, specie in vista dell’apertura completa del carcere, che altrimenti è destinato ancora una volta ad andare verso il collasso». Già, perché, come spiega anche l’Uspp, i lavori di adeguamento e messa in sicurezza dell’ala oggi in disuso proseguono piuttosto spediti, e non è da escludere che i nuovi spazi possano essere consegnati già prima della fine dell’anno. «Ma con l’apertura del nuovo padiglione – avverte Angiulli -, l’organico utile secondo noi per poter lavorare su 4 turni da 6 ore sarebbe di almeno 80 agenti». Quando oggi, compresi i nuovi arrivi, si resta comunque sotto la trentina.

Infine c’è la questione della guida del carcere, con il direttore Alberto Quagliotto che è titolare a Treviso ma reggente anche a Gorizia e Pordenone, e i sindacati che invocano da tempo una direzione dedicata. —



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