Assegnato a Laura e Celso il premio Cûr e Pais raddoppia

Nel ventennale dalla morte del poeta e scrittore Macor la benemerenza riconosce i meriti dell’intellettuale  ma anche quelli della moglie



Giunto alla 12.ma edizione, il Premio “Cûr e Pais”, riconoscimento che annualmente viene assegnato dal Comune di Romans d’Isonzo, alle persone che si sono spese con altruismo e passione a favore delle comunità di Romans, Versa e Fratta, quest’anno ha voluto ricordare, a venti anni dalla scomparsa, il compianto e illustre Celso Macor (Versa 1925 - Gorizia 1998), giornalista, poeta e scrittore originario della frazione romanese.

Il premio è stato consegnato alla vedova Laura Stabon, nel corso dell’affollata cerimonia che si è tenuta nella Casa Candussi - Pasiani, dove, presente il sindaco Davide Furlan con la sua giunta e molti consiglieri comunali, l’assessore alla Cultura Alessia Tortolo ha ricordato che per la prima volta il premio veniva indirizzato a due nominativi, una benemerenza in coppia, come nella vita così nella memoria culturale di una parte importante non solo della comunità e del territorio locali, ma anche del Friuli e oltre.

«Nel ventesimo anniversario della morte, infatti, il Comune di Romans - recita l’attestato di benemerenza - ha ritenuto di ricordare con un premio alla memoria il poeta e scrittore di Versa, Celso Macor, ma di accomunare la gratitudine alla vedova Laura, che in tutti questi anni ha contribuito e collaborato attivamente con il Comune di Romans e con le associazioni locali, alla valorizzazione delle opere e del pensiero del marito, donando pure, nel 2013, l’intero archivio privato del marito all’Archivio di Stato di Gorizia, divenuto così accessibile a tutti, ricercatori, studenti o semplici appassionati di storia e poesia».

Nel corso dell’incontro è stata pure letta, a cura di Ivaldi Calligaris, una prosa inedita di Macor, dedicata alle varie categorie di lavoranti della sua amata Versa. Un premio speciale è stato pure assegnato dal Comune, come segno di ringraziamento, all’ex parroco don Flavio Zanetti, che si è trasferito a Monfalcone, per l’impegno profuso nel periodo trascorso a Romans. —

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