Assenteisti in commissariato a Sistiana, 2 patteggiano

Sei mesi per gli impiegati che gonfiavano gli straordinari. Il terzo accusato attende la sentenza

TRIESTE Chiuso anche il secondo round dell’inchiesta giudiziaria sugli assenteisti del Commissariato di Duino. Dopo la sospensione dal posto di lavoro, confermata dal questore Isabella Fusiello, due dei tre dipendenti inquisiti per truffa e falso ideologico hanno patteggiato davanti al giudice Laura Barresi una pena di 6 mesi (pena sospesa). Si tratta della cinquantottenne Orietta Dall’Era, originaria di Gorizia, e del sessantunenne Ruggero Seriani, nato a Sassari. Entrambi risultano in forza nella sede di Sistiana. La collega di cinquantaquattro anni Nevia Tull, triestina, ha invece domandato un rinvio per decidere il rito con cui essere giudicata. Tutti e tre sono impiegati amministrativi, non agenti di Polizia. Sono difesi dall’avvocato Guido Fabbretti del Foro di Trieste.

Le indagini del pm Lucia Baldovin hanno rilevato una serie di incongruenze nei fogli presenza degli imputati. I documenti, stando agli accertamenti investigativi compiuti dalla stessa Polizia di Stato su ordini di servizio, prospetti riepilogativi, riprese video e verifiche sulle celle telefoniche, venivano falsificati. Così facendo i tre impiegati intascavano in busta paga ore di straordinari gonfiati e buoni pasto non dovuti. Le irregolarità sono spuntate su svariate mensilità, da gennaio 2016 a marzo 2017. Le avrebbero segnalate proprio i dirigenti del commissariato in cui lavorano i tre. Dall’Era, Tull e Seriani nel corso delle indagini sono stati monitorati per un anno intero con appostamenti e telecamere.

Per Orietta Dall’Era, in particolare, la magistratura ha dimostrato le falsificazioni sui fogli firma e sui moduli di riconoscimento degli straordinari. L’impiegata annotava la propria presenza in ufficio anche quando era assente, inducendo così in errore i propri superiori che le hanno riconosciuto una retribuzione superiore rispetto all’orario effettivamente svolto, con annesso buono pasto. Una trentina le irregolarità riscontrate. La dipendente ha beneficiato di 1.138,34 euro in più per ore supplementari mai effettuate. 217, invece, i ticket richiesti e non spettanti.

Nevia Tull, secondo l’accusa, si è fatta pagare quaranta pomeriggi mai lavorati ottenendo nello stipendio 1.319 euro e 273 buoni pasto non dovuti.

Una quarantina, infine, i pomeriggi contestati al collega Ruggero Seriani: anche in questo caso segnati come straordinari, per un totale di 1,430,79 euro in più in busta paga oltre che 287 buoni pasto.

Oltre ai guai giudiziari, gli imputati sono stati oggetto di un provvedimento amministrativo: la sospensione dall’incarico, per il momento. «I dipendenti della Polizia di Stato - commentava il questore Fusiello nelle scorse settimane, non appena è scoppiato il caso - sono i primi a dover dimostrare onestà e a rispettare la legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Argomenti:processi

Riproduzione riservata © Il Piccolo