ASSUEFATTI ALLA MAFIA
Le mafie sono organizzazioni in continua mutazione, capaci al tempo stesso di radicale continuità con se stesse. Capaci, in altre parole, di intrecciare il persistente localismo territoriale con attività illecite di dimensione globale e reticolare. Nel complesso, costituiscono una vera e propria impresa multinazionale, che produce ricchezza attraverso mille traffici ed affari illeciti (a partire dal racket delle estorsioni che soffoca tanta parte delle attività imprenditoriali e commerciali oneste), cui si affiancano imprese legali di coperture o riciclaggio.
La drammatica realtà delle mafie, oggi, è che esse hanno costruito una vera e propria "economia parallela" descritta da Roberto Saviano di Gomorra e ora denunziata da Confesercenti, con guadagni giganteschi e con andamento sempre in crescita. Questa economia illegale pian piano risucchia nel suo gorgo commerci, imprese e forze economiche sane, che spesso trovano difficoltà enormi nel costruire le loro sorti e il loro futuro sul rispetto delle pratiche legali. Legalità e osservanza delle regole non sempre riescono a resistere alla forza criminale di chi impiega sistematicamente forme di persuasione o minaccia, invisibili o violente a seconda dei casi.
Così l’economia illegale inesorabilmente avanza e si espande, come un’onda che si insinua dovunque e cerca di impadronirsi di tutto. Libero mercato e concorrenza rischiano di ridursi a simulacri, scatole vuote, meccanismi arrugginiti che facilitano il massiccio inquinamento dell’economia pulita ad opera di quella illegale. L’economia illegale, purtroppo, si presenta spesso come vincente, a fronte di uno Stato che troppe volte dà l’impressione di rinunziare a combattere. O di non combattere con sufficiente energia una battaglia che si potrebbe invece sostenere e vincere.
Mentre occorrono decisi interventi sul piano della politica, della giustizia e dell’ordine pubblico, va denunziato anche l’affievolirsi dell’impegno civile e morale, come conseguenza del venir meno di azioni positive e convincenti da parte di chi dovrebbe - in politica come in economia - offrire il buon esempio. Fatti e avvenimenti che dovrebbero scatenare reazioni indignate scivolano via senza conseguenze, come se fossero "normali". L’assuefazione sostituisce la giusta tensione, sia rispetto all’illegalità in generale sia rispetto al crimine organizzato in particolare. Così i portafogli dei mafiosi e dei loro complici si gonfiano sempre di piu’, con effetti devastanti sullo sviluppo economico del Paese, di recente denunziati anche dal governatore Draghi. "Legalizzare la mafia sarà la regola del 2000" cantava provocatoriamente De Gregori qualche anno fa: ma ormai - nel 2000 - ci siamo da un bel po’...
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








