Dall’attentato alla StarTech ai ripetitori Rai e la sede del Piccolo: la pista del filo unico
L’incendio alla centralina dell’azienda, il rogo nella zona dei ripetitori Rai, i danni nell’edificio in via Mazzini dove ha sede Il Piccolo: forse la matrice è la stessa

Negli uffici della Procura di Trieste sono state appena depositate tre nuove informative dei carabinieri e della polizia su altrettanti episodi: l’attentato di sabato mattina alla StarTech in zona industriale, l’incendio di domenica pomeriggio nel terreno della Rai in via Bonomea in cui sono installati gli impianti di telecomunicazione e, ancora, l’atto vandalico nella sede del quotidiano il Piccolo, in via Mazzini, messo a segno nella notte tra domenica e lunedì. Tre indagini distinte ma con un interrogativo che le accomuna: c’è un filo rosso che collega i fatti, peraltro così ravvicinati? In altri termini, è possibile che ci sia un’unica mano? L’ipotesi c’è. Lo lasciano intendere fonti investigative dei carabinieri e della polizia che stanno lavorando sui casi.
Sul doppio rogo nello stabilimento della StarTech, dove sono stati dati alle fiamme la cabina del metano e un albero, sono impegnati i militari della Stazione di Borgo San Sergio. L’autore del gesto – che per quanto riguarda l’attentato alla centrale del gas avrebbe potuto comportare un’esplosione con conseguenze anche per le aziende vicine – è stato ripreso dalle immagini delle telecamere. Nonostante l’individuo fosse incappucciato, da quanto risulta è stato comunque riconosciuto da chi ha visionato le immagini. Gli investigatori, così come i vertici aziendali, hanno in mano un nome e un cognome: un dipendente della società (o ex dipendente, non è chiaro, comunque un individuo conosciuto nel contesto dello stabilimento) che ha già dato segnali di forte squilibrio nel suo ambiente di lavoro. Sarebbe lo stesso che di recente ha minacciato l’amministratore unico della StarTech, Novica Mrdovic-Vianello. L’azienda ha consegnato i video ai carabinieri.
Sono state aperte indagini da parte dei vigili del fuoco – e presto saranno incaricati anche i militari dell’Arma o la polizia – anche sul rogo di domenica pomeriggio nella parte alta di via Bonomea dove sono collocati i ripetitori televisivi della Rai. In un primo momento era apparso come un incidente: un incendio, come tanti si verificano sul Carso, causato forse da una disattenzione di un passante. Una sigaretta accesa, ad esempio, lanciata per terra e che avrebbe prima bruciato le sterpaglie per poi innescare le fiamme. Ma ora non si esclude che possa essersi trattato, anche in questo caso, di un atto doloso. L’area distrutta si estende per più di tremila metri quadrati. Grazie all’intervento delle squadre dei pompieri gli impianti non sono stati danneggiati. Il rogo, visibile da tutta la città, vista la coltre di fumo, si è sviluppato su tre distinti focolai divampati a distanza l’uno dall’altro. Sono stati provocati dal vento, che potrebbe aver sollevato in aria l’erba bruciata, o sono stati accesi appositamente? Sul posto, assieme ai pompieri, sono intervenuti i carabinieri.
La Digos e la polizia scientifica stanno invece compiendo accertamenti sugli atti vandalici nella sede del Piccolo di via Mazzini a Trieste. Un individuo (o più individui) nel corso della notte tra domenica e ieri ha forzato la porta di ingresso e ha danneggiato l’impianto antincendio della palazzina, disattivando la corrente; a quel punto è salito al primo piano, dove ha afferrato un estintore e lo ha attivato svuotandolo al secondo piano davanti alla porta di una società che opera nello stesso edificio. Poi, al terzo piano, ha divelto dal muro l’insegna del quotidiano e l’ha rubata.
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