Attività semi-paralizzata Tre Maggio verso il baratro

Peggiora la situazione nel cantiere navale che dà lavoro a migliaia di persone I sindacati accusano la proprietà Scoglio Olivi e preparano nuove proteste
Rijeka, 160416...Svecanost porinuca broda asfalt tankera Palanca Cadiz i polaganje kobilice za novi brod u brodogradilistu 3. Maj...Foto: Vedran Karuza / Novi list / CROPIX
Rijeka, 160416...Svecanost porinuca broda asfalt tankera Palanca Cadiz i polaganje kobilice za novi brod u brodogradilistu 3. Maj...Foto: Vedran Karuza / Novi list / CROPIX

FIUME. Lo storico stabilimento navale fiumano Tre Maggio è ormai ridotto al lumicino. La situazione sta peggiorando di giorno in giorno per i 1.500 cantierini e per le centinaia di levoratori dell’indotto che ogni giorno continuano a varcare i cancelli del cantiere di Cantrida per poi ritrovarsi senza praticamente nulla da fare. Il Tre Maggio non ha - letteralmente - neanche un centesimo per l'acquisto di materiale e attrezzature con cui realizzare le commesse; l’unica attività rimasta è quella su una nave per il trasporto di auto varata poche settimane fa. Lo stipendio di maggio è stato corrisposto con qualche giorno di ritardo, ma ormai tutti si chiedono quando e se arriverà il prossimo salario.

La produzione è dunque bloccata, i debiti verso i fornitori sono ormai altissimi, e a Cantrida si respira un pessimismo mai così pesante in passato. La settimana prossima si riuniranno congiuntamente il Consiglio comunale di Fiume e l'Assemblea della Regione quarnerino–montana: unico punto all’ordine del giorno la situazione al Tre Maggio, dal cui futuro dipende direttamente o indirettamente quello di migliaia di famiglie nella città e nella contea. La speranza è che la seduta congiunta tra i due parlamentini non si tenga fuori tempo massimo, come hanno sottolineato i responsabili del Consiglio economico–sociale della Regione, riunitisi alla presenza dei sindacalisti del Tre Maggio.

I rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito che il loro primo obiettivo, peraltro espresso al governo croato, è che al Tre Maggio venga restituito il denaro prestato al proprietario del cantiere, il gruppo Scoglio Olivi (Uljanik) di Pola. Non sono spiccioli: sono 523 milioni di kune, 70,8 milioni di euro, finiti nelle casse di Scoglio negli ultimi cinque anni. Di recente i sindacati hanno chiesto al direttore generale del cantiere, Maksimilijan Percan, di attivarsi quanto più possibile per la restituzione del debito entro il 30 giugno prossimo: e si sono visti rispondere che il ripianamento è previsto in base al programma di ristrutturazione di Scoglio Olivi, senza però vedere fissate date precise. Il programma in questo senso, ha detto Juraj Šoljić, responsabile del Sindacato metalmeccanici al Tre Maggio, è ancora in fase di studio negli uffici dei ministeri croati coinvolti, e il documento deve essere inviato alla Commissione europea non oltre il 22 luglio.

«La situazione al Tre Maggio è drammatica e non solo per colpe nostre – ha precisato Šoljic – in un modo o nell'altro dalle casse del nostro cantiere si sono volatilizzati almeno 120 milioni di euro, tutti finiti a Pola. Scoglio Olivi con il suo comportamento verso il governo e verso il Tre Maggio ha contribuito in modo decisivo a fare scoppiare la crisi nel cantiere fiumano». Šoljić ha anche anticipato che il 2 luglio dovrebbe essere la data in cui i cantierini decideranno sulle manifestazioni di protesta da attuare. Tra le iniziative ipotizzate anche il blocco delle arterie stradali più importanti per il turismo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo