Auto abusive sotto le abitazioni Scatta il sequestro del giudice

Svolta nel “caso Mitreo”: il gip dispone la misura preventiva a carico dei mezzi di quattro famiglie che hanno respinto la transazione con i proprietari della strada



Quattro vetture, una jeep e uno scooter sotto sequestro preventivo. E quattro famiglie “impossibilitate”, di fatto, a muoversi da casa, se non a piedi o coi mezzi pubblici. È questa la nuova clamorosa svolta dell’annosa vicenda che da tempo sta portando alla ribalta il complesso residenziale formato dai condomini Mitreo, Segesta e Petra di Sistiana. Come si ricorderà, si tratta di un conflitto che vede contrapposte alcune famiglie dei tre edifici e i proprietari della strada di accesso, i coniugi Tamara D’Este e Moreno Rizzi. Questi ultimi vantano un diritto sancito da una serie di documenti ufficiali, ma i condomini che in precedenza non hanno accettato la transazione economica con i Rizzi, in particolare Aldo Chiaradia, Franco Gonni, Lorenzo Lucchetti e Domenico Ruggiero, insistono nel chiedere di poter accedere con i loro mezzi agli appartamenti di proprietà e hanno dunque continuato a transitare e a parcheggiare sulla strada oggetto del contendere.

Ma in questi giorni hanno avuto l’amara sorpresa di ricevere la notifica del decreto di sequestro preventivo dei loro mezzi, firmato dal gip Luigi Dainotti. Questa la motivazione indicata dal giudice: «Perché persistono, con modalità arroganti e provocatorie, a invadere il terreno dei Rizzi e D’Este, transitando a bordo dei loro veicoli, con ciò eludendo i dispositivi delle sentenze del Tribunale di Trieste del 12 marzo 2018 e della Corte d’Appello di Trieste del 7 maggio 2019». Molto chiara anche la ragione che ha indotto il gip Dainotti a procedere con il sequestro preventivo dei mezzi: «La libera disponibilità dei veicoli in loro uso protrarrebbe e aggraverebbe le conseguenze dei reati commessi, che sono perpetrati proprio mediante il transito sul terreno dei querelanti». «È stato il nostro legale – spiega Gonni – a suggerirci di comportarci in questa maniera, in quanto aveva ravvisato, nel testo della sentenza della Corte d’Appello di maggio, che gli ostacoli che i signori D’Este e Rizzi avevano posto sulla strada per affermare la loro proprietà non impediscono il passaggio, la circolazione e la manovra. Da ciò aveva dedotto che avremmo potuto continuare a transitare come del resto facciamo da una ventina d’anni». Non è stato dello stesso avviso il giudice, che ha in effetti emesso il decreto di sequestro. «Riteniamo comunque eccessivo il sequestro dei nostri mezzi – conclude Gonni – perché sarebbe bastata un’intimazione e l’avremmo osservata».

Di certo questo non sarà l’ultimo capitolo della vicenda, almeno per quanto riguarda le famiglie destinatarie del sequestro. Altri residenti dei tre condomini infatti hanno trovato nel frattempo come noto un accordo, a titolo oneroso, con Rizzi e D’Este, che li ha messi al riparo da qualsiasi tipo di problema. Ma non tutti sono stati d’accordo sul dover sborsare somme per poter andare a casa propria.—



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