Avvocati goriziani verso lo sciopero

Malumore crescente per l’ingorgo di processi: Ieri ben 61. Ma la politica locale resta assente
Di Roberto Covaz
Bumbaca Gorizia 15.10.2013 Processo amianto sentenza - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 15.10.2013 Processo amianto sentenza - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Udienza fissata alle 9 ma alle 12 non c’è ancora traccia nell’aula dell’ex corte d’Assise. Sbotta l’avvocato interessato: «Così non si può andare avanti. Chi mi rimborsa il lavoro perso aspettando di comparire davanti al giudice? Questa è la negazione della giustizia». Nervi tesi, malumore tra gli avvocati goriziani che ieri si sono infranti contro il muro di un ruolo pregno di 61 processi. Roba da guinness dei primati. Per quanto la giudice Francesca Clocchiatti sia affidabile ed esperta non è immaginabile un carico di lavoro simile.

Non è stata la prima volta, non sarà l’ultima. E tra gli avvocati comincia a montare la rabbia. Tanto da ipotizzare una protesta clamorosa: astensione dai processi, sciopero insomma.

«La prossima volta che mettono a ruolo così tanti processi ci fermiamo, non entriamo in aula», preconizza uno dei legali più esperti del Foro di Gorizia. L’Ordine degli avvocati ufficialmente non si esprime.

Quanto sta accadendo al Tribunale di Gorizia dovrebbe interessare tutta la città, politici prima di tutto. Invece, si intuisce dai commenti delle toghe, i politici sembrano aver abbandonato la causa.

Tribunale di Gorizia significa un centinaio di dipendenti, un centinaio di famiglie che se chiudesse il Palazzo di giustizia dovrebbero sopportare disagi evidenti. C’è poi un indotto non trascurabile e il rischio del capoluogo di perdere un altro polo del servizio pubblico, un’azienda importante sotto il profilo economico e sociale.

Quarantuno processi lunedì, 61 ieri, tra oggi e domani un’altra quarantina. Le aule giudiziarie non offrono uno spettacolo edificante con avvocati che vanno e vengono, che attendono per ore e che quando tocca il loro turno spariscono e dunque bisogna nominare un legale d’ufficio, imputati e testimoni convocati e poi non sentiti.

Se astensione ci sarà - si precisa nel mondo forense goriziano - non sarà contro né i magistrati né tantomeno contro i lavoratori del Tribunale di Gorizia. Sarà contro il Ministero che non riesce a fornire risposte efficaci.

«Il Tribunale di Gorizia finirà per essere depotenziato come l’’ospedale, mentre a Udine, ad esempio, si mantengono i doppioni nella sanità».

Il 31 dicembre dovrebbero essere note le risultanze del lavoro della Commissione che dai primi di settembre si sta occupando di ridisegnare l’ordinamento giudiziario e riformare il Csm. Cosa ne sarà di Gorizia?

«O facciamo un unico Tribunale regionale baricentrico, sopportando spese enormi e abbandonando le sedi esistenti, o cerchiamo di mettere a sistema quanto già c’è», suggeriscono alcuni legali.

A Udine lavorano 36 giudici e 17 magistrati inquirenti. A Gorizia la Procura conta su quattro togati, presto saranno sei; ma i giudici togati sono appena due. Uno squilibrio evidente che si potrebbe appianare con un’interazione tra i due Tribunali. E qui torna l’esigenza che la politica goriziana accenda i riflettori sull’azienda giustizia che rischia di penalizzare, oltre ai lavoratori, il concetto stesso di servizio-giustizia.

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