Bagarre sul flautista espulso dall’orchestra, la dem Rojc: «Intervenga il governo»

il caso
La senatrice Tatjana Rojc (Pd) ha portato all'attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri il caso dell'espulsione del flautista Marco De Stabile dall'Orchestra Filarmonica di Monfalcone), per le pressioni dell'assessore comunale alla Cultura, dopo che il musicista aveva espresso critiche all'amministrazione. Rojc chiede al Governo «se non ravveda nel comportamento dell'assessore alla Cultura del Comune di Monfalcone un evidente impedimento della libertà di manifestazione del pensiero, che è un diritto fondante riconosciuto dal nostro ordinamento democratico e se non ritenga vi sia, da parte degli organi periferici dello Stato, la possibilità di censurare tale comportamento. Il Comune di Monfalcone è già salito alla ribalta delle cronache - aggiunge la parlamentare dem - per casi di compressione del pluralismo dell'informazione. Ora sembra che le persone non possano nemmeno esprimere critiche all'amministrazione comunale senza incorrere in azioni delle autorità comunali che giustamente sono state definite un precedente preoccupante».
E la vicenda è rimbalzata in Consiglio regionale. Per il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra FVG) l’atteggiamento dell’assessore Fasan «va assolutamente stigmatizzato con forza come segnale di un ulteriore imbarbarimento civile e politico di una amministrazione che della discriminazione, della faziosità e dell'estremismo politico ha fatto un vero e proprio simbolo identificativo della propria azione. È necessario che tutti a cominciare dal vertice della giunta regionale, si adoperino per garantire a ogni cittadino o cittadina della nostra regione il pieno godimento dei diritti costituzionalmente garantiti evitando che si creino sacche di “orbanismo” in miniatura, e che le cariche di governo locale non siano utilizzate per il bene della comunità ma solo per dare sfogo alle proprie pulsioni politiche più estreme».
Interviene sulla vicenda anche la consigliera comunale de La Sinistra Cristiana Morsolin: «L’ingerenza diretta di un politico nel “consigliare” di non far suonare un musicista, parte di un quintetto, perché in contrasto con le linee politiche della amministrazione cittadina, è un fatto di enorme gravità. Questa amministrazione ha già dei precedenti per quanto riguarda la disinvoltura nel trattare la libertà di informazione – non smettiamo di ricordare la scelta, tutta politica, di eliminare i giornali scomodi dalla biblioteca – non dimentichiamo l’affondamento di ContrAzioni, rassegna silurata con uno dei primi atti della giunta Cisint, perché evidentemente mal si conciliava con i nuovi indirizzi politico-culturali. Tuttavia questo caso, se confermato, costituisce un terribile salto di qualità. Si passa dal censurare le idee, i giornali, i punti di vista, a censurare le persone fisiche e limitare le loro possibilità di espressione anche in contesti che nulla hanno di politico. Ciascuno di noi ha le proprie convinzioni politiche, ma ci aspettiamo che queste non siano prese in esame se si tratta di valutare il nostro operato come lavoratori, artisti o musicisti. Altrimenti come sarebbe possibile essere davvero liberi di esprimere le proprie opinioni? Crediamo che la sindaca dovrebbe immediatamente riferire, con urgenza, in Consiglio comunale, se l’azione attribuita al suo assessore sia realmente accaduta, se lei la condivida nelle modalità e negli scopi, se ritenga giusto penalizzare o preferire un flautista sulla base delle sue idee politiche o se, all’opposto non consideri necessario scusarsi con il cittadino e ripristinare i normali criteri di selezione interni ad un’orchestra, evitando che l’assessore di turno contatti il presidente per questionare sui nomi dei musicisti. In questa Monfalcone liberata, più passa il tempo, più ci sembra che siamo sempre meno liberi». —
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