Bambini maltrattati botta e risposta fra genitori e Comune

«Le prime avvisaglie di ciò che succedeva in quell’asilo nido erano uscite già nel settembre 2006. E il Comune di Gorizia era stato informato tempestivamente. Perché non ha agito prima e ha aspettato solo il giugno dell’anno successivo per coinvolgere la Procura?».
«Non è vero. Della vicenda siamo stati informati solo nell’aprile del 2007. Non prima. Gli uffici hanno immediatamente aperto un fascicolo, hanno fatto gli accertamenti del caso e sono stati loro (gli uffici stessi cioè, ndr) a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica il 5 giugno 2007».
Assume i connotati di un botta e risposta a distanza quello fra i genitori dei bambini che frequentavano il nido di viale Virgilio e il Comune. La vicenda parte con l’amministrazione Brancati e lo strascico giudiziario arriva con l’insediamento della giunta successiva: il primo mandato Romoli. Secondo l’accusa, lo ricordiamo, ai bambini che non volevano mangiare veniva aperta con forza la bocca per costringerli a ingoiare il cibo. Chi non voleva riposare dopo il pranzo, veniva chiuso in stanze buie e lasciato piangere anche per un’ora. «Secondo quanto ci risulta, gli uffici comunali erano stati informati già nel settembre 2006 che qualcosa non andava in quella struttura - ribadisce oggi Simona Lucchini, una delle mamme -. Era stata fatta una segnalazione: non ricordo se da altri genitori o da un’educatrice».
Circostanza che viene confermata anche da un’altra mamma Claudia Scarel che, già nei giorni scorsi, era intervenuta sulla vicenda («Potremmo anche rinunciare ad eventuali risarcimenti a patto che quelle persone non operino più in ambito educativo. Esperienze simili non devono ripetersi più. E dire che avevamo scelto quell’asilo perché ritenevamo che la convenzione con il Comune fosse garanzia di qualità e di controlli continui. Così, purtroppo, non è stato»).
I genitori, però, non producono documenti o fax in cui ci sia scritto nero su bianco che la segnalazione avvenì già nel settembre del 2006. E poi: se segnalazione c’è stata è stata rivolta al Comune o al presidente della Cooperativa sociale “Servizi educativi isontini” che gestiva l’asilo ed era il marito della coordinatrice su cui pendono le accuse più pesanti? È un elemento decisivo. Gli uffici comunali rispondono attraverso l’ufficio stampa che appena nell’aprile 2007 sono venuti a conoscenza della vicenda. Non prima. E sono stati loro stessi a segnalare il caso alla Procura della Repubblica: insomma tutto è nato dalla denuncia del Comune di Gorizia. «Non c’è stata alcuna inadempienza, tutt’altro».
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