Band e cantanti grandi assenti «Speriamo qualcosa cambi»

Sabato sera con una Trieste silenziosa. La musica dal vivo è suonata solo da un paio di artisti di strada, in Cavana, per il resto non ci sono band o cantanti nei locali, solo canzoni diffuse da impianti, e a volume contenuto.
Il motivo sarebbe riconducibile al nuovo regolamento comunale, che impone precise direttive in materia e che di fatto ha scoraggiato tanti musicisti, frenati da disposizioni ampiamente criticate anche nelle scorse settimane. Tra bar e ristoranti l’argomento continua ad essere dibattuto. «Speriamo sinceramente che cambi qualcosa e al più presto – commenta Jessica Solazzi, che da qualche settimana muove la protesta insieme a vari musicisti –, sono tutti preoccupati. Fino a due mesi fa venivano richiesti per le serate, ora calma piatta. Già gli orari sono restrittivi, ma inserire pure questa novità, con tutti i dettagli richiesti, è stata una mazzata. A varie band sono state cancellate date già calendarizzate mesi fa, perché suonare è diventato complicato e perché alcuni locali giustamente si sono trovati in difficoltà e hanno preferito rinunciare. Abbiamo fatto una colletta, per pubblicare alcuni annunci a pagamento, per cercare di smuovere un po’ la situazione. All’iniziativa ha aderito un centinaio di persone, che ci tengono a far sentite la propria voce. Ci auguriamo che venga fatto un passo indietro, così non si può andare avanti».
A protestare per il nuovo regolamento era stato anche un altro gruppo di musicisti, che nella notte dei saldi aveva proposto uno sciopero simbolico della musica, per mezz’ora, per manifestare la contrarietà a un provvedimento definito «una burocratizzazione e un costo ulteriore che sembrano voler spazzar via ogni piccola iniziativa musicale in città». —
Mi.B.
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