Banda di professionisti e furti su commissione

Una cosa è certa: i ladri, risultati dagli accertamenti del 112 senza fissa dimora, erano in realtà dei professionisti attrezzati di tutto punto. Addirittura provvisti di abiti di ricambi: dei vestiti “comuni” e asciutti, per meglio confondersi e non essere collegati alla razzia. Giovanni Quarello, presidente della società nautica Tavoloni, che conta 460 iscritti sul canale Est-Ovest, allarga le braccia : «I soci sono inviperiti per questo furto e se la prendono con il sodalizio, cui rimproverano di non aver adottato tutte le precauzioni, ma con gente così “ferrata” in materia cosa si può fare? La miglior cosa, a mio avviso, è dotarsi dei dispositivi anti-intrusione: mi sono informato presso una ditta e la cifra da investire non appare rilevante se rapportata al costo di un motore marino che, nuovo, si aggira tra i 4 e i 6-7mila euro».
E in effetti, se si pensa al bottino rastrellato, i due rumeni avrebbero potuto arrecare davvero un danno ingente alla comunità amante del mare: quattro motori fuoribordo (il più piccolo di 5 cavalli, il potente di 175), due piedi di elica (componente dal prezzo compreso tra i 2 e i 3mila euro), un serbatoio e una centralina Mitsubishi volatilizzati avrebbero cagionato una perdita totale di circa 30mila euro, spicciolo più spicciolo meno. I proprietari stanno provvedendo in queste ore a formalizzare le denunce in caserma dei carabinieri. Secondo Quarello è «possibile che i ladri, andati a colpo sicuro su alcune strumentazioni, agissero su commissione: non me ne meraviglierei affatto», conclude dopo aver ringraziato tutte le forze dell’ordine per il serrato controllo posto in essere, chiudendo ogni via di accesso e di fuga ininterrottamente, fino al mattino. Una piaga, quella dei furti dei motori fuoribordo, che ormai da tempo attanaglia il territorio, dove le discipline del mare hanno sempre molto seguito se si riflette che, solo sul canale Est-Ovest risultano ormeggiate 400 imbarcazioni. Non è la prima volta, comunque, che i carabinieri di Monfalcone riescono ad acciuffare i predoni del golfo: già nel marzo 2014 avevano sgominato una banda di sei rumeni, anche in quel caso arrestati in flagranza di reato.
Le attuali indagini, intanto, proseguono a 360° e l’attenzione dell’Arma verso il settore della nautica «resta massima». Dal furto compiuto diverse settimane fa a Grado, già segnalato su queste colonne, i carabinieri hanno infatti continuato a perlustrare le zone a ridosso del mare, con continui pattugliamenti non solo nelle ore notturne, ma anche diurne. «A volte - conclude il capitano Daniele Panighello -, come si evince anche in questo caso, adottare delle piccole precauzioni (come il dispositivo anti-intrusione, ndr) fa veramente la differenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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