Bandelli e la maledizione del terzo incomodo

Il leader di Un’Altra Regione fuori dal Consiglio come Saro nel 2003. La delusione per il flop a Udine
Rosolen
Rosolen

TRIESTE. È la “maledizione” dei terzi (in questo caso quarti) incomodi. Come Ferruccio Saro nel 2003, anche Franco Bandelli dieci anni dopo non riesce a portare a casa un risultato tale da entrare in Consiglio regionale. E se nel 2003 la lista di Saro è servita a dare una spallata ad Alessandra Guerra, candidata per il centrodestra e sconfitta da Riccardo Illy, stavolta è toccato a Un’Altra Regione risultare in qualche modo determinante nella sconfitta di Renzo Tondo, battuto per uno 0.3% da Debora Serracchiani.

Dopo l’ottimo risultato delle comunali triestine di due anni fa, quanto Un’Altra Trieste raggiunse l’11% con lo stesso Bandelli candidato sindaco. Quei numeri non sono stati ripetuti alle regionali nemmeno nel capoluogo, e c’era da aspettarselo, ma in ogni caso il risultato triestino (6,27% a livello provinciale, 6,75% nel Comune) di Franco Bandelli è stato tutto sommato positivo e in linea con le attese. Che Trieste fosse la roccaforte era noto ma Un’Altra Regione si è dimostrata troppo ancorata alla città da cui è nato il progetto politico portato avanti da Bandelli e dall’ex assessore regionale Alessia Rosolen nel momento in cui sono stati cacciati dal Pdl.

Fuori dai confini giuliani, infatti, il movimento non ha assolutamente sfondato, rimanendo sotto il 2%. A Gorizia Un’Altra Regione si è fermata all’1,76%, a Udine all’1,84% e ancora peggio è andata a Tolmezzo (1,52%) e Pordenone (1,09%), dati che hanno portato a disperdere il “bonus” di consensi raccolti nel capoluogo regionale.

E se a Gorizia e Pordenone gli stessi promotori del movimento non si aspettavano grandi exploit, la delusione arriva soprattutto da Udine dove Un’Altra Regione aveva schierato alcuni candidati di un certo spessore che, nelle intenzioni di Bandelli e soci, avrebbero dovuto trascinare Uar a un risultato più importante, tale da portare un rappresentante (sarebbe stata Rosolen) ad occupare anche in questa legislatura un seggio in Consiglio regionale. Da nomi quali Daniele Franz o Michele Zanolla, anche a livello di preferenze individuali (rispettivamente 312 e 270) avrebbero dovuto, secondo gli auspici dei bandelliani, portare ben altro fieno in cascina. E invece, complice la debacle udinese, complessivamente la candidatura di Bandelli ha raggiunto un 2,40% che non avvicina nemmeno quella soglia del 4% indispensabile per partecipare al riparto dei seggi.

Ma i quasi 13 mila voti raccolti dall’ex assessore comunale triestino avrebbero fatto comodo a Renzo Tondo. Da qui si è scatenata una serie interminabile di punzecchiature, commenti sarcastici, polemiche e insulti tra i rappresentanti del Pdl e quelli di Un’Altra Regione anche nei social network. I tempi per una riappacificazione e un ricompattamento del centrodestra sembrano ancora piuttosto lontani. (r.u.)

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