Barcola dichiara guerra a furgoncini e pick-up

La stagione estiva è appena cominciata e Barcola si trova a fare i conti con un nuovo fenomeno: la crescita esponenziale di multe ai danni di furgoni parcheggiati lungo il viale Miramare. Un’offensiva di cui stanno facendo le spese soprattutto i titolari dei chioschi sul lungomare, abituati ad utilizzare il proprio camioncino come magazzino, vista l’assenza di spazi adeguati all’interno delle rispettive strutture.
La raffica di sanzioni li ha costretti dunque a cambiare abitudini. Come? Prima di tutto rinunciando a “stoccare” le merci e chiedendo ai fornitori di intensificare le consegne, effettuandole in media ogni due giorni. Un aggravio di costi, oltre che di traffico, che si aggiunge anche alla difficoltà di scaricare sul posto, nonostante le zone temporanee di carico/scarico, anche il materiale utile all’attività, come i bottini, gli ombrelloni, le tabelle dei gelati e altro ancora.
«Abbiamo dovuto rivedere il nostro modo di lavorare - spiega Davide de Paoli, proprietario del chiosco nella pineta accanto alla fontana -. Il furgone per noi era strategico - prosegue - perché permetteva di stoccare la merce, quella permessa per legge, assieme alle panche e ai tavoli, mentre ora dobbiamo parcheggiare lontano e ci tocca portare tutto a piedi ogni giorno. Una perdita di energie e di tempo rispetto a un’organizzazione consolidata, ora ritoccata verso il basso».
Meno colpite ma comunque danneggiate anche le altre attività commerciali della zona. Emil Tabaccovic, proprietario della trattoria “Il Pescatore”, partecipa alle aste al mercato del pesce alle 4 di mattina e ora si deve svegliare prima del solito, perché costretto a recuperare il furgone parcheggiato lontano. In più spiega di aver già perso clienti: da quando hanno iniziato a fioccare le multe, infatti, i gruppi di operai che prima si fermavano ogni giorno a pranzo non si vedono più. «È stata riservata una zona per le auto e le moto e un’altra per i camper, ma non una per furgoni», commenta Emil.
In una situazione simile il fruttivendolo “La fattoria”. La proprietaria Barbara deve impiegare mezz’ora di lavoro in più perché costretta a mandare un dipendente a parcheggiare il furgone lontano e poi a riprenderlo di persona.
Ma il problema riguarda anche i residenti, i turisti e i bagnanti di Barcola, che utilizzino i furgoni come mezzo di trasporto, a volte l’unico a loro disposizione. Cristina Codrini, residente a Barcola, possiede un pick-up immatricolato come autocarro ed è stata già multata. «Adesso - riferisce Cristina -, o lo mettiamo in piazzale Kennedy, che è spesso pieno, o nelle vie dietro, peraltro già piene di furgoni, ma capita comunque di dover parcheggiare in viale Miramare per necessità».
Ha rischiato una coppia di turisti appena arrivati a Trieste in furgone dopo aver percorso circa 1.200 km da Bruxelles. Erano scesi solo per bere un caffè a Barcola e hanno evitato la multa per un soffio: sono tornati al camioncino infatti nel momento stesso in cui gli agenti stavano per effettuare la sanzione. «Abbiamo studiato qui e veniamo spesso per trovare la famiglia di mio marito, ma non avevamo mai avuto problemi in tanti anni col furgone», racconta Albachiara Leo.
In realtà il divieto di sosta per furgoni e mezzi commerciali non è nuovo, ma risale addirittura ad un’ordinanza del 2003 firmata dall’allora giunta Illy, che prevede che tutte le aree tra via Nicolodi e l'inizio del cento abitato siano riservate esclusivamente ad autovetture, ciclomotori a due ruote e motocicli. Semplicemente quel provvedimento non era mai stato applicato in maniera sistematica. Cosa che la Polizia locale ha deciso invece di fare. «Peraltro - spiega il comandante Walter Milocchi, smentendo quindi quanto affermato da alcuni gestori di attività della zona - i commercianti, in particolare i titolari dei chioschi, sono stati avvisati alla fine di aprile. Solo dopo sono iniziate sanzioni». «Per la prossima estate - interviene Luisa Polli, assessore all’Urbanistica - verrà completato il nuovo parcheggio di Barcola, in cui riserveremo spazi dedicati a quei veicoli». «Intanto - osserva il titolare di un chiosco -, quest’anno noi boccheggiamo e non sappiamo cosa fare».
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