Blitz Pro Pal a Barcola, imbrattate sette panchine: un giorno per ripulirle

I blocchi di pietra dipinti di notte con i colori della Palestina, indagini della Digos. L’assessore Babuder: «Danno per la collettività»

Gianpaolo Sarti
Alcune delle panchine imbrattate a Barcola sul lungomare Benedetto Croce
Alcune delle panchine imbrattate a Barcola sul lungomare Benedetto Croce

Ha agito di notte, approfittando del buio per non essere visto. E mercoledì mattina i residenti di Barcola, o chi andava semplicemente a passeggio nell’area della pineta, sul lungomare Benedetto Croce, ha trovato la sorpresa: non una, ma sette panchine sono state imbrattate con la vernice. Sono quelle affacciate sul mare, in cui ci si imbatte a partire dalla fontana grande fino l’incamminamento che porta verso piazzale 11 Settembre.

Stavolta non si tratta di graffiti, scritte o scarabocchi: qualcuno – al momento ancora ignoto – ha dipinto sopra la bandiera palestinese.

Panchine imbrattate dai ProPal a Barcola: indaga la Digos

Il caso è oggetto di indagine da parte della Digos. Mercoledì mattina si sono recati sul posto due agenti per un primo sopralluogo. Non sarà semplice risalire all’autore, o agli autori visto che sono ben sette i blocchi di pietra presi di mira. Possibile, dunque, che abbiano agito più mani. Quella zona della pineta non è coperta da telecamere, quindi il responsabile (o, appunto, i responsabili) non è stato certamente ripreso.

Chiaramente la Digos ha un’idea dell’area di appartenenza del possibile autore. Anche se altri imbrattamenti che si richiamano al tema del confitto in Palestina, spuntati qua e là negli ultimi mesi nelle zone centrali e periferiche della città, appaiono meno “raffinati” rispetto a questi apparsi ora a Barcola. Quelle che si vedono generalmente in giro, infatti, sono perlopiù scritte con lo spray nero o azzurro. In questo caso, invece, sono state usate vernici colorate ed è stata disegnata la bandiera, simbolo del popolo palestinese.

Al di là delle indagini resta il danno. Il Comune è stato informato immediatamente grazie alle numerose segnalazioni dei passanti; nel corso della mattinata l’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder ha contattato l’AcegasApsAmga per un primo intervento.

Nelle ore successive una squadra di addetti munita di idropulitrice ha iniziato la rimozione della vernice su alcune delle panchine. Ma l’operazione si è rivelata più complessa del previsto ed è stato necessario interrompere tutto: c’era infatti il rischio che la pittura, diluita con l’acqua calda dell’idropulistrice sparata ad alta pressione, defluisse verso la parte sottostante e quindi nel mare.

Naturalmente si vuole evitare un potenziale pericolo di inquinamento. Per togliere per bene tutto, peraltro, servono anche altri prodotti chimici specifici e l’impiego di un macchinario di aspirazione dei liquidi. Proprio per non far finire la vernice nell’acqua.

Gli addetti ritorneranno quindi venerdì mattina con l’attrezzatura adatta. Ci vorranno almeno quattro operatori e circa una giornata di lavoro intera. «Mi pare un atto idiota – osserva l’assessore Babuder – questo è sporcare, costringendo la collettività a pagare. A ciò si aggiunge anche il pericolo di inquinare il mare perché la vernice, rimuovendola con la pressione dell’acqua, si può spargere. Gli addetti incaricati – precisa – staranno molto attenti e useranno la strumentazione più adeguata. Comunque a me non sembra proprio un’azione dal contenuto “politico” – conclude Babuder – bensì un atto vandalico idiota che ci costerà».

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