Barconi ribaltati in una palude in Croazia, salvati trenta migranti che tentavano di entrare nell’Ue
Maxi operazione di soccorso nella notte in un’area vicina al fiume Sava: in corso le ricerche per la possibile presenza di dispersi, otto persone trasportate in ospedale

Una maxi operazione di soccorso, condotta in condizioni difficili, da polizia, vigili del Fuoco e altri servizi di emergenza: è quella organizzata per salvare decine di migranti irregolari finiti in un’area paludosa e allagata, vicina al fiume Sava, mentre tentavano di entrare nella Ue.

Un intervento scattato alle due di notte di mercoledì 1 aprile in Croazia, in un’area tra i villaggi di Štitar e Babina Greda. Secondo le ultime informazioni rese note dal ministro degli Interni croato, Davor Božinović, sono stati salvati trenta migranti, in gran parte cittadini di Afghanistan, Pakistan, India e Bangladesh. Otto sono stati trasferiti in ospedale. Non ci sarebbero vittime, ma le operazioni di ricerca sono proseguite per tutta la giornata.

Il premier croato, Andrej Plenković, ha informato che l’incidente sarebbe stato provocato dal «ribaltamento di barconi» su sui viaggiavano i migranti, poi «finiti in un’area paludosa sul fiume Sava».
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