Beatrice, Chiara, Raffaella Sfida a tre per la nomina a “Infermiere dell’anno”

È conto alla rovescia per la sesta edizione del premio “Infermiere dell’anno” intitolato alla memoria dell’infermiera Valentina Sossi, scomparsa nell’agosto del 2013 e promosso dall’Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Trieste. Dopo Rosa Migrone, vincitrice dell’edizione 2016, Sarah Bradassi, che si è aggiudicata il riconoscimento nel 2017, e Reanna Simsig, vincitrice dell’edizione dello scorso anno, stasera al ristorante Le Terrazze di Grignano verrà dunque “incoronata” l’infermiera che meglio avrà saputo esprimere le doti di competenza, umanità e capacità di empatia con il paziente.
E parliamo di “infermiera” non a caso perché, anche quest’anno, il podio da cui scaturirà la vincitrice scelta dalla commissione del premio, composta dai membri del Consiglio direttivo Opi Franca Masala, Cecilia Trotto, Giulia Gerebizza, Stefano Grisan e Sara Petri, è tutto al femminile.
La selezione della vincitrice avverrà in base al numero e alla qualità delle segnalazioni pervenute. Queste le tre infermiere che si “sfideranno” per il titolo: Beatrice Virginia Di Gioia, che opera nel reparto di Nefrologia, Chiara Silvano, coordinatrice sanitaria alla Residenza protetta di Duino Aurisina da nove anni, e Raffaela Rissolo, che dal 2018 opera in qualità di responsabile interdipartimentale del Dipartimento di chirurgia specialistica.
Non si aspettava di entrare nella terna delle possibili vincitrici Chiara Silvano, che attribuisce all’iniziativa della capostruttura della Residenza protetta dove opera la proposta per la sua candidatura: «Era da anni che voleva farlo. Per quel che concerne il mio lavoro mi occupo prevalentemente di pazienti affetti da demenza, una patologia per la quale mi sono specializzata negli anni, e del supporto, anche psicologico, ai parenti, che talvolta hanno la sensazione di abbandonare queste persone, che purtroppo non possono più tenere in casa”.
Una sorpresa, la candidatura, anche per Beatrice Di Gioia: «So che l’idea è partita dalla mia coordinatrice. La cosa che mi ha reso più felice è stata leggere alcune segnalazioni carine di miei utenti, perché evidenzia il fatto di essere riuscita a comunicare quello che volevo». Sì perché è un lavoro, quello degli infermieri, che spesso, come spiega Raffaela Rissolo, «non viene valorizzato a dovere. Spesso le gratifiche maggiori arrivano dalle persone che assistiamo, e questo è, per chi fa un lavoro come il nostro, il riconoscimento più grande». «Il Premio Sossi – spiega Flavio Paoletti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Trieste – nasce dal presupposto di coltivare il dialogo con la città nel segno della salute e del rapporto che gli infermieri sanno instaurare con le persone prese in carico. Degli infermieri vogliamo restituire la visione più moderna e dinamica, fatta di assistenza costante, più che di “effetti speciali” nelle emergenze della vita. Una professione al fianco di chi necessita assistenza e che, nel passaggio da Collegio a Ordine, si è evoluta in entità “sussidiaria” dello Stato con l’approfondimento di ruoli e responsabilità e rinnovata capacità di intervento».
Stasera sarà illustrato e lanciato anche il bando “Opi per Trieste” 2019, che riconosce e premia i progetti socio-sanitari promossi sul territorio. La partecipazione alla serata di fundraising, che partirà dalle 19.30, è aperta a tutti previo pagamento di una quota di adesione di 55 euro, che include la donazione per il migliore progetto di solidarietà.
All’evento saranno presenti anche Armin e Samuele Curzolo, marito e figlio di Valentina Sossi.—
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