Addio a Benito Chimenti, decano dei barbieri
Per ben 77 anni ha curato barba e capelli dei suoi clienti, iniziando da bambino a Bari e trasferendosi a Trieste nel 1956, dove ha aperto il suo primo salone in via Ghega per poi trasferirsi all’inizio di via Fabio Severo

Una vita spesa nel suo amato salone, con ben 77 anni di lavoro alle spalle prima della pensione, e una bella famiglia che l’ha circondato d’affetto fino all’ultimo momento.
È morto nei giorni scorsi Benito Chimenti, barbiere attivo all’inizio di via Fabio Severo. Da tutta la città arrivavano da lui, considerato una vera istituzione nel settore, con un mestiere che aveva iniziato quando era solo un bambino.
«Si è spento serenamente, e al funerale tante persone sono passate per un saluto, perché molti lo ricordavano, ha avuto clienti affezionati che ogni anno, anche dopo la chiusura dell’attività, gli mandavano gli auguri per il compleanno», racconta una delle figlie aggiungendo: «È rimasto nel cuore di molti. Ci teniamo a ringraziare il personale dell’ospedale di Cattinara e dell’hospice di Aurisina che ci hanno aiutato nei giorni di degenza, persone meravigliose».
Una vita insieme ai clienti
L’ultimo giorno di lavoro per Chimenti era stato il 31 dicembre del 2020, a 87 anni. Da piccolo aveva iniziato a lavorare a Bari. Poi, nel 1956, era arrivato a Trieste per raggiungere alcuni parenti, aprendo presto il suo primo salone in via Ghega, prima di spostarsi, una quindicina d’anni dopo, nel foro di via Fabio Severo, dove da allora aveva cambiato ben poco, conservando un’atmosfera del passato che molti clienti apprezzavano, insieme a quel modo di fare gentile e premuroso che l’aveva sempre contraddistinto.
Anche al momento del pensionamento aveva pensato alla gente che negli anni aveva frequentato il suo salone, indirizzando a tutti una lettera, nella quale, con il solito garbo, aveva chiesto «comprensione per la decisione presa» rivolgendo «un caloroso ringraziamento» a tutti, oltre a un «augurio di prosperità» indirizzato ai suoi colleghi.
Molti ricordano Chimenti anche per l’aspetto sempre molto curato, caratterizzato da giacca, cravatta e grembiule. Fino all’ultimo giorno di lavoro i suoi clienti, tanti diventati anche amici, avevano voluto passare per un ultimo taglio o semplicemente per un abbraccio.
L’affetto della famiglia
A Trieste non aveva solo avviato un’attività di successo, aveva anche costruito una bella famiglia, innamoratissimo della moglie, con la quale da poco aveva celebrato i 65 anni di matrimonio e i 70 d’amore insieme, e con due adorate figlie gemelle. «Papà negli ultimi anni faceva una vita un po’ da “casalingo”, si dedicava alla spesa e ad altre commissioni, e stava insieme alla moglie, a noi e ai nipoti. Nel 2020 – ricorda la figlia – in realtà aveva chiuso solo perché nel 2021 ci sarebbero state novità burocratiche che avrebbero complicato il salone e che non voleva affrontare. Ma fosse stato per lui, nonostante l’età, avrebbe proseguito. Per il mestiere aveva una fortissima passione, è stato sempre un grande lavoratore e tutti lo percepivano».
Le due figlie ci tengono a dire: «Siamo veramente orgogliose di lui, di quello che ci ha dato: ci ha trasmesso valori importanti che oggi non sempre vengono valorizzati, l’amore per la vita, l’attaccamento alla famiglia, e poi l’onestà, la gentilezza, la serietà, il rispetto e l’impegno. Per noi è stato un esempio positivo e porteremo sempre nel cuore tutto ciò che ci ha insegnato».
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