Benzina, sì al pieno a prezzo sloveno

TRIESTE
Regione e compagnie petrolifere interverranno congiuntamente per risolvere la crisi della benzina e del gasolio. E per allineare i prezzi in vigore nelle province di Trieste e Gorizia, le più esposte alla concorrenza, a quelli sloveni. Il vertice tenutasi ieri mattina in Corso Cavour tra l’assessore regionale alle Risorse finanziarie, Michela Del Piero, i rappresentanti delle Camere di Commercio, quelli dei gestori e delle compagnie petrolifere Api-Ip, Agip, Esso, Erg, Total, Tamoil, Shell e Q8 ha infatti sancito la disponibilità delle parti a fare la loro parte affinché rientri la fuga verso i distributori sloveni degli automobilisti triestini, goriziani e della fascia confinaria friulana, dopo la fine della benzina agevolata. Una fuga dovuta ad un differenziale di prezzo che porta il carburante della vicina Repubblica ad essere decisamente più conveniente: non più tardi di due giorni fa la situazione dei prezzi indicava una differenza di prezzo per la benzina, tra 0,023 e 0,086 euro al litro e per il gasolio tra 0,044 e 0,089 euro al litro. In pratica per un pieno di benzina di 50 litri, gli automobilisti possono risparmiare, andando in Slovenia, tra i 2,2 e i 4,45 euro mentre per il gasolio il risparmio va da un minimo di 1,15 a 4,3 euro.


Da qui la ritrovata abitudine degli automobilisti triestini e goriziani di andare a fare il pieno «al di là» del confine ormai caduto, con una perdita di clientela per i benzinai della prima fascia che si aggira attorno al 50% con un forte rischio di licenziamenti, senza contare il danno erariale per lo Stato e la stessa Regione, stimato sui 50 milioni di euro. «Alla luce dei vistosi cali di consumi dei carburanti riscontrati in queste prime tre settimane dell'anno, tutti i soggetti, in piena sintonia, hanno condiviso la necessità di sviluppare un'azione comune e sinergica per affrontare tempestivamente e concretamente le difficoltà conseguenti al venir meno dei carburanti di zona franca» recita una nota della Regione.


Insomma, per fare fronte alla differenza di prezzo ognuno farà uno sforzo. «Compagnie e gestori faranno la loro parte per quanto è nelle loro possibilità» hanno assicurato i rappresentanti dei petrolieri al termine della riunione di ieri mattina. «Si è deciso – prosegue la nota ufficiale di Regione, compagnie, gestori e Camere di commercio - di adottare una pluralità di interventi congiunti finalizzati a riportare il mercato dei carburanti nelle province di Trieste e Gorizia ad un livello concorrenziale rispetto a quello della vicina Slovenia». Tradotto: i petrolieri ritoccheranno al ribasso il prezzo di «partenza» del carburante, i gestori rinunceranno ad una fetta del loro margine, la Regione interverrà sulla norma che introduce lo sconto regionale, alzandolo nella prima fascia. «È impensabile che si faccia fronte ad un differenziale di 2/4 euro a pieno con un intervento univoco» ha affermato l’assessore Del Piero.


Il primo passo - segnale che deve rassicurare la clientela e arginare l’esodo - toccherà a petrolieri e gestori in quanto l’intervento normativo della Regione necessita di tempi tecnici decisamente più lunghi. Invece l’abbassamento del prezzo da parte delle compagnie potrebbe essere più vicino in termini di tempo: tra una quindicina di giorni il tavolo tra Regione, gestori e compagnie si ritroverà e, alla luce dei dati di gennaio, potrebbe dare il via alle prime iniziative per calmierare i prezzi dei carburanti. La modifica della norma istitutiva dello sconto da parte dell’amministrazione regionale occuperà un tempo più lungo, probabilmente qualche mese. Allo studio del tavolo tecnico c’è una diversa determinazione dello sconto regionale. L’Unione europea impone che il prezzo del carburante in Friuli Venezia Giulia non sia in nessun caso inferiore a quello sloveno, altrimenti la benzina regionale rischia di sparire. Attualmente la Regione applica lo sconto facendo riferimento al prezzo minimo nell’intero territorio regionale che, appunto, non deve scendere sotto a quello della Slovenia.


L’ipotesi di modifica porterebbe a valutare il prezzo minimo all’interno della prima fascia, quella che comprende Trieste e Gorizia, e porterebbe ad un aumento dello sconto regionale che andrebbe a rendere il prezzo del carburante solo di poco più alto rispetto a quello sloveno. Un’operazione che inciderà sulle casse della Regione che per questo motivo ha chiesto e ottenuto che anche gli operatori del settore contribuiscano alla «limatura» del prezzo del carburante.

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