Biomasse a Staranzano l’impianto non si farà più

In base alla concessione del Comune, la Elettrostudio srl avrebbe dovuto iniziare a produrre energia entro il 30 maggio 2013, ma i lavori non sono mai partiti
Di Ciro Vitiello
Altran Monfalcone-Lavori per centro di produzione elettrica da fonti rinnovabili-Località Risaia-Bistrigna-Foto di Katia Bonaventura
Altran Monfalcone-Lavori per centro di produzione elettrica da fonti rinnovabili-Località Risaia-Bistrigna-Foto di Katia Bonaventura

STARANZANO. E’ conto alla rovescia per la scadenza del 30 maggio prossimo della concessione regionale per la costruzione della centrale elettrica a biomasse da 55 megawatt da realizzare a Bistrigna alimentata da fonti rinnovabili e olio vegetale. Ma a questo punto la possibilità di una sua costruzione sembra oramai tramontata perché con il 31 maggio avrebbe già dovuto essere in attività. Nel giugno del 2009, infatti, era stata concessa l’autorizzazione da parte della Regione la Elettrostudio energia srl con sede a Venezia e il 30 maggio 2010 venne apposta la tabella con la data di inizio lavori. L’articolo 5 dell’autorizzazione regionale recita: “Pena la decadenza del presente provvedimento, la Società titolare è tenuta a iniziare i lavori entro un anno dalla a decorrere dalla data del presente provvedimento e a ultimarli entro tre anni dalla data di inizio dei lavori stessi. Eventuali richieste di proroga, motivate da causa di forza maggiore e comunque non dipendenti dalla volontà della società titolare, possono essere autorizzate dalla struttura regionale».

A tutt’oggi, però, non esistono ancora richieste di proroghe motivate se non un totale silenzio da parte del committente che sembra aver abbandonato la volontà di realizzare l’impianto. Anche per il sindaco Lorenzo Presot l’impresa almeno fino a oggi avrebbe manifestato l’intenzione di realizzare la centrale. «L’ultima volta che ci siamo sentiti – ricorda il sindaco Lorenzo Presot – data la situazione di crisi e del mercato l’impresa aveva manifestato intenzione di non realizzare più la centrale». In pratica è un addio definitivo al progetto. La centrale doveva essere costruita dalla B.O. Power per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre che aveva redatto il progetto suscitando polemiche e proteste di verdi, ambientalisti e del neonato movimento “Staranzano Partecipa”, diventato poi una lista civica eletta in consiglio con il 20% dei consensi. Visto che si era opposta alla centrale aveva trovato un forte seguito nella popolazione. Il mega impianto avrebbe dovuto produrre elettricità non per la regione ma “per l’esportazione”, l’approvvigionamento dell’olio di palma veniva effettuato dai paesi del Terzo Mondo. Invece la situazione è rimasta tale e quale a quella del primo mese di lavoro quando ruspe e operai avevano temporaneamente vivacizzato il cantiere. L’approvazione del progetto da parte del Consiglio (solo la maggioranza) aveva creato diverse reazioni che comunque hanno fatto incassare al Comune 80mila euro una tantum e realizzato due giardini pubblici (davanti le scuole e in via 6 Giugno).

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