Blasini si autorottama dalla guida di Pro loco: «Largo ai giovani»

Lo fermano per strada per sincerarsene: «Lasci la Pro loco? Non è possibile!». Carlo Blasini ammette: al traguardo dei 30 anni di attività nel direttivo, gli ultimi 6 nei due mandati alla presidenza, è ora di ritirarsi. Spazio a nuove idee e contributi. Il popolare “deus ex machina” del sodalizio cittadino voleva segnare il passo. Ma le espressioni di delusione sono state tante e tali, compresi i solleciti dei componenti del direttivo, che s’è fatto convincere: alle elezioni, previste sabato, si ricandiderà, solo però come consigliere. La voglia di “tirare i remi in barca” è stata spiazzata da un’ulteriore e inaspettata attestazione di stima: Blasini giovedì è stato eletto presidente del Consorzio delle Pro loco isontine, che comprende 17 sodalizi tra le province di Trieste e Gorizia. «E dire che volevo mettermi da parte - osserva sorridendo -. Dopo 30 anni di onorato servizio, pensavo di seguire la linea naturale della “rottamazione”. L’avevo deciso già nell’autunno scorso. Ma di fronte ai solleciti, intendo dare il mio apporto in veste di consigliere, qualora venissi eletto. Poi - continua - mi è arrivata la richiesta di candidatura per il Consorzio. Non era preventivato nei miei progetti. È un risultato che mi gratifica molto: è la prima volta che la presidenza avrà sede a Monfalcone. Darò il massimo impegno per portare avanti il nuovo incarico». Nessuno riesce a immaginarsi Carlo Blasini con le pantofole ai piedi. E chi vestirà poi i panni del notaio Gratariol? «È un’altra cosa: continuerò a farlo, spero per i prossimi 25 anni», assicura con la sua solita autoironia. Trent’anni d’impegno rappresentano un record. «Quando mi proposero di entrare - ricorda - ero impegnato in attività radio-televisive. Anche allora cedetti all’opera di convincimento. Mai avrei pensato di rimanervi così a lungo. Mi sono appassionato. È bello far divertire la tua comunità, tenendo alta la tradizione bisiaca». Blasini ha visto “passare” 9 sindaci, con i quali «ho sempre lavorato bene e in sintonia». Ha ricoperto anche l’incarico di direttore artistico. Sua è “Acquerello sotto le stelle” che negli anni ’90 portò in città i primi big della canzone italiana. La Festa del Bosco, il 21 novembre per la patrona, da semplice castagnata è diventata una manifestazione di nicchia prolungata fino a tre giornate. S’è pure tuffato nell’avventura teatrale con “Quelli di Ridendo la Cantada”. Alla presidenza ha elevato il target delle manifestazioni esistenti. La Festa del Vino ha ottenuto il riconoscimento di “tipicamente friulano”. Il Carnevale è assurto alla ribalta come evento di punta regionale meritando uno specifico contributo. A parlare, del resto, sono i riscontri di partecipazione. Lo scorso anno Blasini è stato eletto socio benemerito. Ma l’emozione più forte resta legata alla consegna, nel 2010, del sigillo della città: «Quando mi telefonarono per comunicarmi questa decisione, credetti che avevano sbagliato numero». Blasini aggiunge: «La Pro loco è cresciuta tantissimo. Insieme abbiamo lavorato sodo affrontando enormi fatiche e difficoltà, non ultima quella economica». Comprese le incombenze burocratiche. «Due anni fa rischiammo di veder saltare il Carnevale: la documentazione non andava più bene, le regole erano cambiate. A 4 giorni dalla sfilata, facemmo i salti mortali». Impegno, difficoltà, ma anche passione e divertimento. Blasini conclude: «Non ha prezzo quando la gente ti ferma per strada ringraziandoti».
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