Blitz di CasaPound in consiglio comunale

Consiglio comunale con fuori programma l’altra sera a Gradisca. I lavori dell’assemblea civica sono stati “vivacizzati” da un blitz di CasaPound. I militanti, una decina, sono all’improvviso entrati...

Consiglio comunale con fuori programma l’altra sera a Gradisca. I lavori dell’assemblea civica sono stati “vivacizzati” da un blitz di CasaPound. I militanti, una decina, sono all’improvviso entrati nella sala del consiglio comunale e hanno atteso la conclusione dei lavori. Ma al momento dei saluti, con il sindaco Tomasinsig che stava congedando i consiglieri, hanno srotolato uno striscione (“Pd: creiamo problemi per risolverli dopo”) mentre un portavoce in un breve intervento ha accusato la prima cittadina di avere minimizzato la questione della presenza dei migranti lungo le sponde dell’Isonzo («Uno sfregio al fiume sacro alla Patria»), ed il centrosinistra regionale di avere provveduto alla pulizia, bonifica e smantellamento delle baracche degli immigrati «solamente a ridosso delle elezioni, evidentemente per i propri interessi. Prima si creano i problemi, e poi li si risolvono per altri fini». «Per oltre un anno le rive dell’Isonzo sono state una favela, uno scempio indecoroso che abbiamo documentato e denunciato più volte, ma che il sindaco ha sempre minimizzato». Non vi sono stati momenti di tensione durante il blitz, sebbene qualcuno a palazzo Torriani avesse preventivamente allertato i carabinieri. Incassata l’invettiva, Tomasinsig si è limitata a negare di avere minimizzato una segnalazione ricevuta a suo tempo da Casa Pound Gorizia ed ha lasciato la sala consiliare. Il giorno dopo il sindaco non ha inteso commentare. «Voglio e devo rendere conto del mio operato solamente ai miei concittadini – le sue parole – e non ad azioni strumentali come quella dell’altra sera. È sotto gli occhi di tutti come sin dal 2014 affrontiamo la questione dell’impatto del Cara e dei suoi ospiti sul nostro territorio». (l.m.)

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