Blitz di Gherghetta su Apt È bufera sul nuovo cda

Improvviso terremoto al vertice dell’Azienda provinciale trasporti dopo la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, avvenuto al termine dell’assemblea dei soci di mercoledì. Il confermato presidente Paolo Polli starebbe valutando le dimissioni. Ha chiesto alcuni giorni di riflessione prima di formalizzare la decisione definitiva. A suscitare tale clamorosa scelta sarebbero state le nomine proposte dal socio di maggioranza, la Provincia di Gorizia. Il presidente Enrico Gherghetta si è presentato in assemblea indicando per il cda la monfalconese Barbara Zilli e la lucinichese Sara Cumar. Non confermati Marco Braida e Gianfranco Cilurzo.
Le versioni su quanto accaduto sono contrastanti. Per saperne di più abbiamo ripetutamente contattato telefonicamente il presidente Polli, sempre disponibile con la stampa. Ieri, il suo telefono è rimasto disattivato per tutto il giorno.
A far emergere il caso è stato il neoconsigliere regionale del Pd, il renziano Diego Moretti. Ha accusato Gherghetta di aver agito per compensare le due donne - entrambe del Pd, s’intende - della loro incessante azione a sostegno della candidatura al Consiglio regionale dell’assessore provinciale Sara Vito.
Moretti: «Gherghetta ha proceduto con sistemi che testimoniano del modo di pensare di certa politica. Ha sollevato dall’incarico Marco Braida perché appartiene a un’area del Pd che a lui non piace, quella dei renziani. Ed ecco invece l’ingresso di Zilli e Cumar, notoriamente sue fedelissime e molto attive a sostegno di Sara Vito. È un fatto gravissimo che nuoce alla necessità del Partito democratico di ritrovare al più presto la bussola».
Il presidente Gherghetta respinge al mittente le accuse. E rilancia. «Le mie nomine sono il frutto di un’attenta valutazione dei curricula che ho analizzato in vista del rinnovo del cda di Apt. Inoltre, non ho fatto altro che recepire il decreto Cancellieri che impone alle spa con partecipazione pubblica di contare su almeno due donne nel cda».
Su questo punto l’obiezione è che per il primo mandato dall’entrata in vigore del Decreto Cancellieri bastava la nomina di una sola donna.
Gherghetta: «È vero, ma io ne ho nominato due, tutte e due molto brave e preparate, perché come socio di maggioranza ma soprattutto come uomo del Pd intendo dare un impulso a quell’urgente rinnovamento che gli elettori ci hanno indicato. È inutile riempirsi la bocca di buoni propositi e al momento di agire restare imprigionati nei vecchi schemi. È giunto il momento di voltare pagina. Il Pd è in grande fermento, ci vogliono fatti e non chiacchiere per essere credibili. Moretti farebbe bene a riflettere su questo aspetto, anziché sbilanciarsi in interpretazioni quasi offensiva per me e le due nuove consigliere di amministrazione di Apt. Ricordo anche che ho chiesto e ottenuto che Zilli si dimetta da consigliere comunale di Monfalcone, perché ritengo che l’occupazione di posti di potere sia un altro muro da abbattere. E se mi si accusa di non aver prima interessato il partito rispondo che ho agito nel pieno rispetto dell’autonomia che il ruolo di presidente della Provincia mi assegna in materia di Apt. Signori, ma quando la finirete con queste storie?».
Le nomine di Gherghetta avrebbero sorpreso soprattutto il presidente Polli. Si suppone che non si tratti di valutazione personale sulle due nuove consigliere, ma sul metodo delle nomine che non sarebbe stato assolutamente condiviso. Anzi, da fonti vicine ad altri soci di Apt si apprende che il presidente Gherghetta si sia presentato in assemblea appena pochi minuti prima dell’inizio dei lavori ponendo una sorta di àut àut. L’Azienda provinciale Trasporti è un po’ il fiore all’occhiello della Provincia di Gorizia. Ha un bilancio sano che consente alla Provincia stessa di beneficare dei dividendi. Nel consiglio di amministrazione i singoli consiglieri percepiscono un’indennità annua lorda di 20mila euro. Al presidente spettano 36mila (cifra lorda e onnicomprensiva) più indennità per deleghe.
Quanto succede in Apt sta avendo riflessi su delicati equilibri politici regionali, in virtù delle compartecipazioni di Apt in importanti aziende regionali e non solo.
La partita sembra essere appena all’inizio. Dal tenore delle sue dichiarazioni il presidente Gherghetta non intende riconsiderare la vicenda. Ma è lecito supporre che un uomo di esperienza come Polli, molto ascoltato anche dai vertici del Pd regionale e dalle imprese del Nordest, non sia disponibile a proseguire nella valutazione di eventuali dimissioni.
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